Notti a secco, Ferrara e Zappalorto ad Aca: “Rispetti gli accordi”


“L’Aca rispetti gli accordi, comprendiamo che l’emergenza incendi abbia richiesto un utilizzo maggiore di acqua dalle riserve idriche, ma è impensabile togliere l’acqua senza avvisare tempestivamente anche sulla gravità della situazione, o facendolo con ritardo – dicono il sindaco Diego Ferrara e l’assessore all’Ambiente e alla Transizione ecologica Chiara Zappalorto all’indomani di un’altra nottata di disagi causati dalla chiusura idrica. “Nei giorni scorsi si è andati ben oltre i tre giorni programmati e ben fuori dagli orari previsti durante gli accordi presi nell’ultimo incontro con il Comune che prevedevano due chiusure settimanali dalle 23.30 alle 6 del mattino seguente – riprendono sindaco e assessore – Così non è stato, le chiusure previste fino al 9 agosto sono 6 dalle 23.30 e, oltre queste, la città ha avuto problemi di approvvigionamento in più di una zona e anche prima degli orari stabiliti. Non si può lasciare una città senz’acqua d’estate, in pandemia e in emergenza idrica. Siamo consci dell’esigenza di razionare il flusso, ma bisogna anche organizzarsi in maniera che i cittadini e le attività economiche non restino improvvisamente senza acqua e non si possano organizzare con le scorte necessarie sia alle esigenze alimentari, sia all’igiene personale e alle pulizie – dicono ancora. A tal proposito chiederemo formalmente ad Aca un impegno per rifornire di acqua potabile tutti i cittadini che si trovano in difficoltà, non solo quelli che hanno l’autoclave a casa, ma tutti, perché ognuno possa avere le scorte necessarie in questo momento di emergenza. All’incontro avuto due settimane fa avevamo chiesto alla Spa di creare una sorta coordinamento per le emergenze, bisogna farlo, lo dobbiamo fare insieme, così come insieme ad Aca dobbiamo lavorare in vista del PNRR perché ci sono tantissime risorse in arrivo proprio per fare fronte all’emergenza idrica che sarà sempre più spiccata a fronte dello stato della rete e della necessità di infrastrutture in grado di sostenere la situazione che abbiamo a Chieti. Si tratta non solo di un pubblico disservizio, ma anche di una situazione frustrante per noi, perché abbiamo le mani legate su questa emergenza di cui ci mancano persino le informazioni di base. E questo non può accadere a una pubblica amministrazione che deve dare risposte e servizi ai cittadini”.

 

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