Notre-Dame de Paris, il musical dei record fa tappa a Lanciano con Giò Di Tonno e il resto del cast storico

#VENERDI’ IN SALA # Rubrica di cultura a cura di Rosa Anna Buonomo

Il musical dei record torna sulle scene, a vent’anni dal debutto, con il cast originale e farà tappa anche a Lanciano.

Era il 1998 quando a Parigi debuttava “Notre Dame de Paris”. Quattro anni dopo, arrivò la versione italiana, per il cui debutto fu costruito il GranTeatro di Roma. Prodotto da David Zard con le musiche di Riccardo Cocciante e l’adattamento di Pasquale Panella, “Notre Dame de Paris” è stato da subito un trionfo e, a distanza di due decadi, continua a incantare il pubblico.

Per questo importante anniversario, reso ancora più atteso dal periodo di stop legato all’emergenza sanitaria che ha investito il settore dello spettacolo, salirà sul palco il cast del 2002 al completo. Una nuova reunion, dopo quella del 2016, a cui, però, non presero parte gli interpreti Claudia D’Ottavi e Marco Guerzoni, presenti stavolta come special guest.

Tra i protagonisti di quella che è considerata l’opera moderna più famosa al mondo, nel ruolo del gobbocampanaro Quasimodo, c’è l’abruzzese Giò Di Tonno. Un ruolo che lo ha fatto conoscere e amare dal pubblico, a cui il cantautore e “cantattore”, come ama definirsi, è molto legato.

Il tour partirà il 3 marzo da Milano e percorrerà tutto lo Stivale. La tappa abruzzese è prevista a luglio, una tre giorni, dal 22 al 24 luglio, al Parco Villa delle Rose di Lanciano (le prevendite sono già aperte).

«Sono molto contento che ci sia almeno una tappa abruzzese» dichiara Giò Di Tonno al Giornale di Chieti. «Faremo un lungo tour, per l’intero 2022 almeno, poi si vedrà. A differenza della tournée precedente, ci saranno anche Claudia D’Ottavi e Marco Guerzoni, nei ruoli, rispettivamente, di Fiordaliso e Clopin. Saremo tutti gli storici, quelli del debutto».

Una notizia, questa, che ha scatenato l’entusiasmo dei fan. Il tour iniziato nel 2016, con il cast storico quasi al completo, ha fatto incetta di sold out, con un calendario che si arricchiva continuamente di nuove date. “Notre Dame de Paris” è un musical sempreverde di grande impatto visivo ed emotivo, con un impianto scenografico notevole, un’atmosfera magica, talentuosi interpreti, straordinarie musiche e una storia senza tempo, che si cala bene nella contemporaneità. Da vedere e rivedere e, per chi non lo conosce, sicuramente da scoprire.

«In questo momento storico è tanta la voglia di tornare alla vita normale. Tornare in teatro è un messaggio forte, farlo con il Notre Dame è ancora più forte» aggiunge Di Tonno. «Per chi già lo conosce, l’emozione sarà sicuramente amplificata. Per chi non l’ha visto è un’occasione per chiedersi: “Cosa mi sono perso in tutti questi anni? Andiamo a vederlo, se tutti ne parlano”. È un musical senza tempo, il suo segreto sta nell’immortalità delle melodie. Il pubblico è molto trasversale, va dai bambini agli anziani. In un’intervista di vent’anni fa, David Zard era certo che Notre Dame avrebbe avuto un grandissimo successo e che sarebbe andato avanti per almeno due anni. Invece siamo arrivati a 20. È andato ben oltre le più rosee aspettative».

Nel ruolo della zingara Esmeralda c’è Lola Ponce, con cui l’artista abruzzese ha condiviso anche il palco di Sanremo, conquistando il primo posto, nel 2008. Oltre ai già citati Claudia D’Ottavio e Marco Guerzoni, ci sono poi: Vittorio Matteucci, l’arcidiacono della cattedrale di Notre Dame, Matteo Setti, nel ruolo del poeta Gringoire, Graziano Galatone, interprete del capitano Febo. Gli interpreti di Fiordaliso e Clopin, nel tour precedente, erano, invece, Tania Tuccinardi e Leonardo Di Minno.

«Scherzando, dico sempre che tra qualche anno interpreterò Frollo, data l’età. Adesso riesco ancora a interpretare questo ragazzo, questo gigante brutto ma buono. Amo la bellezza del ruolo. Quasimodo è un ruolo che ha bisogno di grandissimo rispetto, rappresenta l’estrema diversità di cui non bisogna avere paura, ma a cui bisogna avvicinarsi con estrema delicatezza. Questo è il messaggio che porta. Questo spettacolo aiuta a capire che non si deve temere la diversità, ma va accolta. “Notre Dame de Paris” è imperniato sull’accoglienza, sulla solidarietà, sulla conoscenza. Ci sono i clandestini, si mette in scena un periodo storico che li vedeva reietti ai margini della società e, questo, lo ritroviamo ancora oggi, sia pur in modo diverso. È un musical sempre attuale, anche questo è il suo segreto. Chi viene in teatro un insegnamento lo trae sempre, sta poi alla personalità di ognuno farne tesoro e il miglior uso possibile».

Classe 1973, Giò Di Tonno è cresciuto nel quartiere di Santa Filomena, al confine tra Pescara, dove è nato, e Montesilvano, la sua città. Santa Filomena, la “Santafè” del disco che ha pubblicato nel 2008 e che contiene, tra gli altri, il brano sanremese “Colpo di fulmine”, scritto da Gianna Nannini.

Si avvicina alla musica molto presto, da bambino. All’età di 13 anni inizia, poi, a intraprendere il suo percorso artistico. La gavetta è stata lunga, ma la tenacia e lo spirito di sacrificio sono stati ripagati. A Sanremo arriva, la prima volta, nel 1994: gareggia tra le Nuove Proposte con il brano “Senti Uomo”. Oltre al personaggio di Quasimodo, ha interpretato il doppio ruolo del dottor Jekyll e di Mr. Hyde nel musical “Jekyll & Hyde” e Don Rodrigo nel musical “I promessi sposi – Opera moderna”. Ha curato le canzoni della versione italiana del film di animazione targato Disney “Chicken Little” e, ancora per la Walt Disney, ha interpretato con Lola Ponce il brano “Io lo so”, in occasione dell’uscita dell’edizione speciale del dvd “La bella addormentata nel bosco”. Tra le esperienze che lo hanno visto protagonista c’è anche la partecipazione al programma Rai “Tale e Quale Show”, vinto sia nell’edizione 2012 che in quella dei “Duetti” dell’anno successivo, in coppia con Mietta.

In piena pandemia, Giò è diventato papà per la seconda volta, nel luglio 2020. «Questa gioia mi ha ridato forza e speranza. I primi mesi di lockdown, come tutti, ho approfittato per fare le cose che non faccio mai. Quando, però, la cosa ha iniziato a farsi lunga, il contraccolpo si è sentito, perché non ne vedevo la fine. Per chi fa il mio mestiere è stato davvero difficile. Stiamo festeggiando con il Notre Dame questo “ritorno alla vita”, sempre incrociando le dita. Ma ci sono, purtroppo, ancora tanti colleghi in difficoltà, perché non tutto è ripartito. La stagione in corso è stata pregiudicata e si fa fatica a programmare la prossima. È una situazione ancora pesante».

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