Quinto appuntamento per la settima edizione della Rassegna di Teatro Amatoriale, “Premio Marrucino” 2024, organizzata dalla Deputazione Teatrale del Teatro Marrucino di Chieti in collaborazione con la sezione regionale della F.I.T.A (Federazione Italiana Teatro Amatori) presieduta da Antonio Potere.
Venerdì 15 marzo è andata in scena “Non è mai troppo tardi”, una commedia brillante in due atti scritta e diretta dall’attore e regista Giancarlo Verdecchia ed interpretata dalla compagnia “Atriana” di Atri. La trama, come accennato sul programma di sala, ruota attorno ad “una vecchia scuola di campagna utilizzata di mattina dai bambini delle classi elementari e di sera dagli anziani delle scuole serali, gli stessi anziani che, da bambini, erano stati avviati troppo presto al mondo del lavoro e non avevano avuto la possibilità di andare a scuola e di studiare. Questo è solo uno dei tanti motivi legati all’analfabetismo di quegli anni. Durante la settimana, questi alunni “anziani”, dopo aver trascorso tante ore di duro lavoro – chi nei campi come contadini, chi nella propria bottega come gli artigiani – si recano a scuola per imparare, portandosi dietro anche tutti i problemi quotidiani e, soprattutto, le sofferenze. Per il Maestro Umberto non sarà cosa facile insegnare le varie materie, ma il tentativo sarà necessario in quanto, alla fine dell’anno scolastico, tutti dovranno sostenere l’esame finale di fronte alla Direttrice per cercare di prendere il così tanto sperato attestato.”
Giancarlo Verdecchia regala al suo pubblico una piéce spumeggiante e pregna di una sana dose di poesia arricchita da monologhi appassionanti come quello recitato nel finale dal bravissimo attore Dante Fortuna.
“Dottor Verdecchia, come nasce la vostra compagnia teatrale?”
“Dunque, noi ci siamo formati nel 1978. Originariamente ci chiamavamo Compagnia Filodrammatica Atriana ma con il nuovo statuto del 2009 abbiamo cambiato nome assumendo anche la costituzione attuale.”
“Perché, per prendere parte al “Premio Marrucino”, avete scelto proprio Non è mai troppo tardi?”
“Allora, questa commedia della quale sono autore, si ispira ad una famosa trasmissione andata in onda negli anni sessanta. In quel periodo, lo Stato Italiano fece un sondaggio in base al quale si notò che la penisola versava in un grave stato di analfabetismo. Ecco che si decise di porre rimedio sfruttando al massimo il mezzo più potente a disposizione: la televisione. Quindi la Rai insieme al maestro Alberto Manzi realizzò una trasmissione intitolata appunto “non è mai troppo tardi”, che aveva il principale scopo di insegnare a leggere e scrivere a tutte quelle persone che per un motivo o per un altro, non avevano ricevuto l’istruzione. All’epoca della messa in onda, ero un ragazzo e tutto ciò mi colpiva. Così, mi sono cimentato a realizzare quest’opera che mi è servita anche per ricordare tanti episodi che sono accaduti negli anni passati.”
“Quale messaggio viene veicolato?”
“Mostrare al pubblico la forza di volontà di queste persone anziane che dopo il lavoro si sforzavano nello studio, con non poche difficoltà, per cercare di ottenere il cosiddetto “pezzo di carta”. Per loro era molto importante. Un vero e proprio traguardo.”
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