Pubblichiamo di seguito una lettera inviata in redazione da un Presidente di seggio impegnato nelle votazione per il rinnovo del Parlamento europeo dell’8 e 9 Giugno 2024:
“Gentile direttore,
sono uno dei tanti presidenti di seggio elettorale nominati dalla Corte di Appello d’Abruzzo per garantire il corretto svolgimento delle operazioni elettorali nelle consultazioni per il rinnovo del Parlamento Europeo dell’8 e 9 giugno 2024. Le scrivo per porre all’attenzione dei media e dei cittadini il trattamento economico che ci viene riservato per il nostro lavoro di grande responsabilità nei due giorni di voto. Dobbiamo essere presenti all’interno del seggio, per garantire il corretto svolgimento delle votazioni, per due giorni: sabato 8 giugno dalle ore 15 alle ore 23,00 e domenica 9 giugno dalle 7,00 alle 23,00, per un totale di 24 ore lavorative, alle quali bisogna aggiungere i tempi necessari per le operazioni d’insediamento dell’ufficio elettorale di sabato mattina, circa 2 ore, e lo spoglio delle schede elettorali con le relative operazioni di chiusura verbali, almeno 4 ore, per un totale di tempo al servizio del seggio elettorale pari a 30 ore. Secondo quanto definito dalla circolare n. 34/24 del Ministero dell’Interno, nei seggi in cui si vota soltanto per le elezioni europee i presidenti hanno diritto a 138,00 euro, quindi, conti alla mano, miseri 4 euro e 60 centesimi ad ora. Un compenso che umilia la figura del presidente di seggio e ancor più mortifica l’attività lavorativa di una qualsiasi persona, quasi alla pari di uno sfruttamento.
Per gli scrutatori e i segretari la situazione è ancora più grave perché, per lo stesso numero di ore lavorative all’interno del seggio elettorale, hanno diritto a soli 110,40 euro, pari a 3 euro e 68 centesimi l’ora.
Risulta normale poi che le rinunce siano tantissime e i responsabili dei servizi elettorali dei comuni siano costretti a fare i salti mortali per coprire le assenze e trovare i sostituti per formare numericamente i seggi.
Come dire, In Italia, come sempre, si vogliono fare le nozze con i fichi secchi”.
