Non è più soltanto un ballottaggio per scegliere il prossimo sindaco. A Chieti va in scena una sfida che assume un chiaro significato politico nazionale, trasformando il capoluogo teatino in uno dei principali terreni di confronto tra centrodestra e centrosinistra. Da una parte la coalizione guidata da Cristiano Sicari, sostenuta dalle forze che governano oggi la Regione Abruzzo e il Paese; dall’altra il centrosinistra schierato attorno a Giovanni Legnini, candidato di un’alleanza che riunisce Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e numerose liste civiche. Due coalizioni, due visioni politiche e due idee di governo che si confrontano in una città storicamente considerata una delle roccaforti del centrodestra abruzzese.
La campagna elettorale dell’ex vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura ha visto scendere in campo alcuni dei principali protagonisti del centrosinistra italiano. A sostegno di Legnini sono arrivati a Chieti la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, il leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, oltre a figure storiche della sinistra come Pier Luigi Bersani e Nichi Vendola.
Questa sera sarà il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, a chiudere la campagna elettorale del candidato progressista, confermando l’attenzione nazionale verso il voto teatino.
Sul fronte opposto, anche il centrodestra ha deciso di giocare la partita fino in fondo. A sostegno di Cristiano Sicari è intervenuta direttamente la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che con un videomessaggio ha chiamato a raccolta l’elettorato della coalizione.
«Io vi chiedo di andare a votare e di farlo per Cristiano Sicari», ha dichiarato la premier, definendolo «un professionista affermato» e «un uomo innamorato della propria terra». Meloni ha inoltre rivendicato l’attenzione che Governo e Regione hanno dedicato alla città, ricordando gli interventi per Palazzo d’Achille, la gestione della frana di Santa Maria, il salvataggio del Teatro Marrucino, la tutela di Palazzo de Mayo e i 150 milioni di euro destinati all’ospedale cittadino.
L’intervento di Giorgia Meloni assume un significato particolare in una città come Chieti, storicamente considerata uno dei capisaldi del centrodestra abruzzese. Con il suo videomessaggio, la presidente del Consiglio ha di fatto chiamato a raccolta il popolo del centrodestra teatino, invitandolo a non dare nulla per scontato e a trasformare il ballottaggio in una dimostrazione di compattezza e partecipazione. Un appello che punta a mobilitare un elettorato tradizionalmente vicino alle forze moderate e conservatrici, facendo leva sui risultati ottenuti dal Governo nazionale e dalla Regione Abruzzo per il territorio.
«La nostra cifra è il buon governo e la concretezza», ha affermato Meloni, evidenziando il lavoro svolto dalle istituzioni guidate dal centrodestra. «Abbiamo stanziato i fondi per Palazzo d’Achille, ci siamo occupati della frana di Santa Maria, abbiamo salvato il Teatro Marrucino, bloccato la svendita di Palazzo de Mayo e investito 150 milioni di euro per un ospedale: fatti concreti per una città fiera e orgogliosa che merita molto di più di quello che finora ha avuto».
La presenza dei principali leader nazionali da una parte e dall’altra testimonia come il voto di Chieti sia ormai diventato molto più di una semplice elezione comunale. Il ballottaggio viene osservato come un test politico per entrambi gli schieramenti. Se il centrosinistra affida a Giovanni Legnini il compito di dare continuità all’esperienza amministrativa della giunta Ferrara, il centrodestra guarda alla possibilità di aprire una nuova fase per la città, forte della sintonia istituzionale con il Governo nazionale e con la Regione Abruzzo. Per la coalizione guidata da Cristiano Sicari, una vittoria rappresenterebbe il ritorno di Chieti nel solco della sua tradizione moderata e conservatrice e consentirebbe di rafforzare ulteriormente il peso della città nei rapporti con i livelli istituzionali che oggi governano il Paese e la Regione. Una prospettiva che il centrodestra presenta come l’occasione per accelerare investimenti, opere pubbliche e progetti strategici per il territorio.
Per questo motivo, domenica e lunedì, i cittadini teatini non saranno chiamati soltanto a scegliere il prossimo sindaco, ma a decidere quale direzione imprimere al futuro della città. Da una parte la continuità amministrativa proposta dal centrosinistra attraverso la candidatura di Giovanni Legnini, dall’altra la prospettiva di un cambio di guida sostenuto da una coalizione che governa oggi sia la Regione Abruzzo sia il Paese. Una sfida che ha ormai assunto una dimensione politica nazionale e che viene seguita con particolare attenzione dai vertici dei due schieramenti.







