Mario Di Paolo: l’artista si racconta

di Stefano Maria Simone

Cari lettori, oggi vorrei farvi conoscere una personalità che definire creativa sarebbe riduttivo. Il suo nome è Mario Di Paolo, uno dei volti noti dell’arte abruzzese. Le sue opere sono state esposte in tutto il mondo fin dal 1967, ottenendo un grande successo. Quella del maestro è una pittura in continua evoluzione che tende a sfruttare al massimo il materiale a sua disposizione. Pensate che durante il periodo del Covid, a causa della mancanza di supporti sui quali dipingere, si è ritrovato a dover utilizzare alcune foglie come se fossero delle vere e proprie tele. Il risultato è strabiliante. Potete ammirarare voi stessi l’immagine al termine dell’articolo. Ma ora sarà il maestro in persona a guidarci alla scoperta di quella sensibilità che lo anima e che gli permette di esprimersi al meglio.

“Come nasce la sua arte?”
“Una domanda molto difficile. Diciamo che si origina nella mia mente ma impiega diverso tempo prima di palesarsi in una forma tangibile a causa della necessaria ricerca di materiale che nel mio caso può essere una corteccia, delle foglie o dei fili. Tutti elementi che uniti insieme vanno poi a comporre il quadro nella sua interezza.”
“Come si articola il processo artistico dietro ad ogni opera?”
“Partiamo dal presupposto che la mia fantasia non ha limiti. Però, se ti dovessi riassumere il procedimento, lo dividerei in quattro fasi: una passeggiata in qualunque luogo, osservazione, memorizzazione ed infine trasmissione dei ricordi sulla tela.”
“Qual è, invece, il significato insito nella sua arte?”
“Questo non devo essere io a dirlo ma chi si trova davanti ad un mio dipinto. Le mie opere, ad esempio, non hanno titolo perché non voglio in alcun modo influenzare lo spettatore. Lascio a lui libera interpretazione.”
“Per concludere la nostra intervista, in cosa consiste, secondo lei, il potere della sua arte?”
“Non ha nessun potere. In quello che faccio cerco soltanto di dare nuova vita alla libertà, un concetto fondamentale ed eterno.”

Previous Story

Costa (Forza Chieti): “È buio pesto sulla gestione degli impianti sportivi”

Next Story

Festival Premio Rocky Marciano: la nuova edizione in programma dal 17 al 20 luglio

Ultime notizie da Blog

Latest in Music

About us

One thousand years ago, superstition and the sword ruled. It was a time of darkness. It was a world of fear. It was the age of gargoyles. Stone by day, warriors by night, we were betrayed by the humans we had sworn to protect, frozen in stone by a magic spell for a thousand years.

Now, here in Manhattan, the spell is broken, and we live again! We are defenders of the night! We are Gargoyles! Scout troop short a child, Khrushchev’s due at Idelwyld… Car 54, where are you? Harlem that’s backed up.

Authors

Newsletter

© COPYRIGHT 2023 – IL GIORNALE DI CHIETI.
PIAZZALE MARCONI N.69 – 66100 CHIETI
ILGIORNALEDICHIETI@GMAIL.COM | C.F. 93062690693.


Deprecated: Non-static method snwp_Show::fake_wp_footer() should not be called statically in /home/hkagijcn/public_html/nuovo/wp-includes/class-wp-hook.php on line 308