“La politica è fatta anche di atti simbolici. Nel passato si lottava per strappare la bandiera al nemico; gli alpinisti, piantano la loro bandiera sulla vetta della montagna conquistata. Ebbene, attribuire o revocare la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini è un atto politico di grande valore simbolico. Bene ha fatto il consigliere Paride Paci a richiedere che la città di Chieti si liberi di quella scelta servile”. Lo scrivono Michele Marino, Segretario Provinciale SI Chieti e Donatello D’arcangelo, Vice Segretario Provinciale SI Chieti che spiegano: “Infatti a suo tempo a Mussolini la cittadinanza fu data per sola piaggeria, come ricordato autorevolmente, non avendo fatto niente di particolare per Chieti così da poterla meritare. Comprendiamo la volontà di opporsi a questa eventualità professata dal consigliere Di Stefano, per suoi motivi politicamente sedotto dal capo del fascismo e quindi del nazi-fascimo. Del pari comprendiamo anche il sindaco Ferrara quando dichiara di non volere affollare le discussioni consiliari in un momento di urgenze amministrative da discutere ed approvare. Al sindaco, però, chiediamo di fissare una data certa per porre all’ordine del giorno la revoca della cittadinanza onoraria al capo del nazi-fascismo nazionale. Allo stesso tempo, poiché proprio a Chieti si è celebrato il processo a Giacomo Matteotti, simbolo del sacrifico antifascista, al sindaco Ferrara chiediamo che a questo nobile e sfortunato parlamentare sia conferita la cittadinanza onoraria. La città – concludono Marino e D’Arcangelo -merita di ricordare chi fu assassinato dal fascismo e non chi ne fu causa”.
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