È la città di Parigi a ospitare, a partire dal 28 agosto 2024, la diciassettesima edizione dei Giochi paralimpici. In attesa di scoprire quante medaglie riusciranno a regalarci i 10 atleti che compongono la spedizione azzurra, torniamo indietro nel tempo per ricordare un’atleta che ha segnato la Storia della manifestazione.
Si tratta di Maria Scutti, atleta paralimpica di Altino, in provincia di Chieti, vincitrice di 15 medaglie, di cui 10 ori, ai Giochi paralimpici estivi di Roma 1960. Un risultato incredibile che fa di colei che era soprannominata “la donna d’oro” l’atleta ad aver vinto il maggior numero di medaglie in una singola edizione dei Giochi paralimpici al mondo (in quattro sport differenti) e la terza atleta paralimpica italiana per numero complessivo di podi, dietro a Roberto Marson e ad Anna Maria Toso.
Nata ad Altino nel 1928, nel 1957 Maria Scutti si ritrova coinvolta in un incidente stradale che le fa perdere l’uso delle gambe a causa di una lesione spinale. È durante la riabilitazione che scopre l’amore per lo sport e già dal 1958 inizia a cimentarsi in numerose discipline sportive.
Selezionata nel gruppo dei 65 atleti italiani che prendono parte alle Paralimpiadi di Roma nel 1960, prende parte a 11 gare nella competizione, salendo sempre sul podio. Lancio del giavellotto, giavellotto di precisione, getto del peso e lancio della clava ma anche 50m rana e 50m dorso, tennis tavolo e, naturalmente, scherma, dove conquista la medaglia d’argento nel Fioretto. I suoi successi contribuiscono a far conquistare alla delegazione italiana il primo posto nel medagliere con 80 medaglie, record tuttora imbattuto.
Ritiratasi dalla carriera sportiva nel 1962 con un bilancio di 22 medaglie d’oro, 9 d’argento e 2 di bronzo, la “lupa d’Abruzzo” Maria Scutti muore all’età di 77 anni. Nel luglio 2021 viene insignita postuma della medaglia d’oro al valore atletico mentre nel novembre dello stesso anno l’Amministrazione comunale di Longastrino, nel Ferrarese, le intitola la nuova palestra comunale.
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