Nel settantesimo anniversario della tragedia di Marcinelle, il compositore e regista Davide Cavuti firma testo, musiche e regia dello spettacolo teatrale “I fatti di Marcinelle”, prodotto da Stefano Francioni Produzioni e sostenuto dal Ministero della Cultura nell’ambito dei progetti speciali FNSV 2026. La prima nazionale vedrà la partecipazione straordinaria diGiorgio Pasotti. Sul palco anche gli attori Riccardo Iezzi e Riccardo Di Sante, insieme alla cantante Libera Candida D’Aurelio. Le musiche originali sono state composte dallo stesso Cavuti.
Quattro le repliche previste in Abruzzo: giovedì 21 maggio al Teatro “A. Di Jorio” di Atessa, con un’anteprima alle ore 11 seguita da un incontro con gli studenti e una replica serale alle ore 21, in collaborazione con l’amministrazione comunale. Venerdì 22 maggio lo spettacolo approderà all’Auditorium del Liceo Classico D’Annunzio di Pescara alle ore 12, anche in questo caso con un incontro dedicato agli studenti, mentre alle 16.30 andrà in scena nella Sala Polivalente di Vacri.
“Il racconto della sciagura narra, inesorabilmente, il fallimento della nostra emigrazione in Belgio e il totale abbandono da parte delle istituzioni”, ha commentato Davide Cavuti. “A settant’anni dal disastro che segnò la vita di tante famiglie, il sogno di un lavoro conquistato lottando ogni giorno resta un punto di riflessione che ancora oggi è di estrema attualità”.
Parallelamente, Cavuti sta ultimando anche le riprese del documentario “Le voci di Marcinelle”, dedicato alle testimonianze dei superstiti della catastrofe del 1956 e a protagonisti del mondo della cultura e del cinema.
Lo spettacolo, articolato in due quadri, ripercorre la tragedia della miniera di Bois du Cazier attraverso le dichiarazioni rese al processo dai responsabili del disastro, le testimonianze dei sopravvissuti e la storia di uno dei tanti minatori italiani emigrati in Belgio.
Nelle note di regia viene ricostruita la drammatica mattina dell’8 agosto 1956: “Era una mattina come tante altre” nella miniera di carbone di Bois du Cazier, a Marcinelle. Poco dopo le 8, un errore umano nella movimentazione dei carrelli provocò il tranciamento di alcuni cavi e un incendio che si propagò rapidamente in tutto l’impianto. Le autorità belghe, il 22 agosto, comunicarono ufficialmente che i lavoratori erano “tutti morti”. Le vittime furono 262, di cui 136 italiani, molti provenienti dall’Abruzzo. Al termine dei processi, solo l’ingegnere capo Adolphe Calicis venne condannato a sei mesi di prigione con la condizionale e a una multa di duemila franchi belgi, una sentenza definita nelle note di regia “totalmente sproporzionata rispetto alla sciagura avvenuta”.
