L’università d’Annunzio guadagna tre posizioni, attestandosi al 14esimo posto tra i grandi atenei statali, cioè quelli con 20-40 mila iscritti. La classifica del Censis attribuisce alla d’Annunzio un punteggio complessivo di 80 punti, valutando diversi indicatori, come la progressione di carriera degli studenti, i servizi offerti, le strutture disponibili e l’internazionalizzazione. Premiata la maggiore attenzione rivolta nei mesi scorsi alla qualità dell’offerta formativa, della vita universitaria e soprattutto allo scambio con le realtà formative di altri Paesi. A incidere sono stati anche la digitalizzazione e la comunicazione. Il Censis conferma anche il quadro contrastante degli ultimi anni dell’Università dell’Aquila che si pone al 15esimo posto tra gli atenei dai 10 mila ai 20 mila iscritti. Seppure supera atenei più blasonati per l’eccellente capacità di inserimento lavorativo dei suoi laureati con 92 punti, ancora una volta, però, risulta molto penalizzata nella classifica generale per le carenze di strutture e servizi, criticità che le hanno fatto assegnare solo 82 punti. Peggio solo Catanzaro e l’Orientale di Napoli finite al 17esimo posto. Non arrivano buone notizie dall’analisi Censis per l’Università di Teramo che, penultima, chiude la classifica, con 81 punti, tra le università statali fino a 10 mila iscritti. E’ seguita solo dall’Ateneo del Molise. Al livello nazionale, anche quest’anno, Padova è sul podio dei mega-atenei, seguita da Bologna e Pisa, che scala 3 posizioni, superando la Sapienza di Roma, che scende al quarto posto, ex aequo con l’Università Statale di Milano, che guadagna una posizione. Sale al quinto posto l’Università di Firenze, seguita da quelle di Torino e Palermo.
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