Il prossimo 19 febbraio l’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara parteciperà alla tappa di Chieti del Torch Run, la corsa della fiaccola che anticipa i XXXVII Giochi Nazionali Invernali di Special Olympics Italia, in programma a Ovindoli dal 2 al 6 marzo 2026. Accogliendo con entusiasmo l’invito dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Abruzzo, l’Università ha infatti designato una delegazione guidata dal professor Pascal Izzicupo, docente di Metodi e didattiche delle attività motorie presso il Dipartimento di Medicine e Scienze dell’Invecchiamento. Con lui saranno presenti anche due studenti di Scienze Motorie, Virginia Liberato ed Emanuele Parente, che scorteranno il tedoforo lungo Corso Marrucino fino all’accensione del tripode in Piazza San Giustino, momento simbolico della cerimonia ufficiale.
Il Torch Run attraverserà l’Abruzzo toccando Montesilvano, Chieti, Avezzano, Roseto degli Abruzzi, Sulmona e L’Aquila. Più di una staffetta simbolica, sarà un vero percorso di comunità: sei giorni e sei tappe per diffondere il messaggio di inclusione, coraggio e speranza che anima Special Olympics Italia, coinvolgendo istituzioni, scuole e cittadini. Le competizioni si articoleranno in quattro discipline: sci nordico e sci alpino (entrambi in modalità tradizionale e unificata), corsa con le racchette da neve (tradizionale e unificata) e snowboard. Centrale sarà lo “Sport Unificato”, formula che consente ad atleti con e senza disabilità intellettive di allenarsi e gareggiare insieme, promuovendo rispetto reciproco, solidarietà e abbattimento delle barriere culturali.
Dopo il successo dei Giochi Mondiali in Piemonte nel 2025, l’Italia si prepara ora ad accogliere oltre 500 atleti provenienti da tutta la Penisola. Per la prima volta sarà Ovindoli, in provincia dell’Aquila, a ospitare l’evento invernale nazionale, trasformandosi per una settimana in un laboratorio di sport e crescita condivisa. In questo scenario, la “d’Annunzio” ribadisce la propria vocazione a coniugare sapere accademico e partecipazione attiva alla vita del territorio, contribuendo a costruire una cultura dell’inclusione che dallo sport si estende alla formazione e alla società. Una presenza che unisce giovani, istituzioni e comunità sotto il segno di una vittoria che conta più di ogni medaglia: quella della condivisione.
