Nella settimana dal 2 al 6 febbraio 2026, come previsto dalle Le Linee guida per l’orientamento (DM 328/2022), con sospensione della didattica curriculare, hanno avuto svolgimento attività di Orientamento Formativo,
Tali attività sono state svolte, a scuola e fuori scuola, con il coinvolgimento dei docenti curriculari, sottoforma di didattica orientativa e di enti ed esperti esterni, con laboratori su specifiche tematiche orientanti.
E gli studenti? Sul tema, le opinioni di alcuni di loro.
Trovo che, a differenza dello scorso anno, concentrare le attività orientative in una sola settimana sia stato molto vantaggioso, per avere una pausa tra i due quadrimestri e per evitare sottrazione di ore alla didattica curriculare, durante periodi particolarmente pieni di prove e studio.
Questa settimana ha permesso a noi studenti di focalizzarci esclusivamente sulle scelte da prendere dopo la fine del liceo e su come gestire cambiamenti e decisioni in modo consapevole, siamo tutti al corrente che giungerà quel momento che ci metterà un po’ in crisi e penso che l’orientamento svolto a scuola sia molto utile per cercare di arrivare il più preparati possibile e con degli strumenti nelle nostre mani.
Le attività sono state fondamentali anche per andare ad esclusione e capire cosa effettivamente non fa per noi, per esempio quando l’università di Teramo ci ha presentato la facoltà di scienze della comunicazione ho compreso che quella strada non mi si addice per niente.
L’orientamento non serve solamente a parlare di facoltà universitarie, bisogna prima porre delle basi solide, come delle fondamenta per capire chi siamo veramente e per pensare ai nostri talenti, a ciò che ci rende felici. Molte volte ci hanno fatto riflettere sulla domanda “chi sono?”, a parer mio uno dei quesiti più impegnativi nonostante la sua apparente semplicità, perché si mette a dura prova la mente di ognuno di noi in un momento di autocritica, implicando la disponibilità all’indagine sul proprio sé. Trovare una risposta a 18 anni è un compito molto arduo. Non mi è mai pesato particolarmente fare delle scelte e ultimamente ho pensato molto al mio futuro, anche grazie a questa settimana: mi sono resa conto che sto crescendo, che presto tante certezze crolleranno e che tra un anno mi ritroverò davanti a strade con direzioni diverse e bisogna avere una grande maturità per capire quale prendere. Alla nostra età realizzare che inizierà un nuovo capitolo e che si ha tutta la vita davanti ci disorienta sempre, perché il futuro è un grande punto interrogativo, per alcuni è motivo di stress e preoccupazioni, per altri invece insieme alle tante paure si mischia anche la voglia di iniziare a lavorare per raggiungere i propri obiettivi.
Ho apprezzato anche il fatto che più e più volte ci è stato ripetuto che il fallimento non deve essere visto negativamente, è normalissimo sbagliare strada e in quel caso si deve avere la capacità di fare un passo indietro e cambiare il nostro percorso, sia a livello accademico che a livello lavorativo, senza nessun tipo di vergogna.
Ho compreso che non bisogna avere paura di commettere errori, la cosa fondamentale è fare quello che ci piace veramente, scegliere un lavoro che ci appassiona senza mai accontentarci o far decidere agli altri, perché la vita è nostra e solo noi abbiamo la responsabilità di renderla straordinaria.
Silvia Petrongolo 4^L
Penso che questa settimana orientativa sia stata davvero utile e formativa. Ogni attività, anche se diversa dalle altre, aveva un collegamento con il nostro futuro. Dalle pensioni abbiamo capito che il lavoro e le scelte che faremo avranno conseguenze a lungo termine; dall’imprenditore abbiamo visto quanto sia importante innovare e adattarsi ai cambiamenti, soprattutto con l’intelligenza artificiale; dalla visita al pastificio abbiamo capito cosa significano organizzazione e lavoro di squadra in un’azienda reale; dalla campionessa olimpionica abbiamo imparato il valore dell’impegno e della costanza; dagli incontri sull’automobile e sulla giustizia abbiamo compreso quanto siano importanti la responsabilità e il rispetto delle regole; infine, l’università ci ha fatto riflettere concretamente sulle scelte che dovremo fare tra pochi anni.
Questa settimana mi ha lasciato soprattutto una cosa: la consapevolezza che il futuro non è qualcosa di lontano o astratto, ma qualcosa che stiamo già costruendo adesso. Mi ha fatto capire che dietro ogni professione ci sono studio, sacrifici e decisioni importanti. Anche se non ho ancora le idee completamente chiare su cosa farò “da grande”, questa esperienza mi ha aiutato a vedere più possibilità e a sentirmi un po’ più preparato ad affrontare le scelte che verranno. Per questo motivo considero la settimana dell’orientamento non solo interessante, ma davvero utile per la nostra crescita personale.
Marco Cicalini 3^L
I molti progetti, da incontri con magistrati, imprenditori e addirittura sportivi olimpici a visite in sedi di aziende e università, hanno permesso un’infarinatura in diversi ambiti. Fare questo consente agli alunni di scoprire i propri interessi e conoscere sé stessi, in modo da avere chiare le proprie capacità, vocazioni e obiettivi, poiché come diceva anche Socrate se “conosci te stesso” sai quali sono le giuste vie da percorrere. Infatti la settimana di orientamento può essere interpretata come un ponte realistico verso i sogni, perché mostra percorsi concreti possibili da intraprendere per arrivare al coronamento delle proprie ambizioni. Sono decisioni difficili da prendere, soprattutto in giovane età, poiché costituiranno la base del futuro di ognuno, e per questo l’orientamento è fondamentale per guidare gli studenti e chiarire le loro idee sul futuro brillante che li aspetta.
Sabrina Popa 3^L
È stata un’esperienza utile per avere una visione più chiara delle possibilità formative e per riflettere su quale corso potrebbe essere più adatto agli interessi e agli obiettivi futuri di ognuno.
Nelle ore passate in aula abbiamo svolto diverse attività di orientamento, con i docenti abbiamo trattato temi e argomenti che oggi e ancor di più in futuro, ci riguarderanno passando dal welfare sociale alle università italiane.
Ci sono state due attività che mi hanno coinvolto particolarmente: “Giochi che trasformano” e “Chi vogliamo essere da grandi”. Nella prima mi sono sentita coinvolta emotivamente e unita a tutti i miei compagni di classe, abbiamo partecipato a dei giochi sulla fiducia reciproca, sull’unione e ho capito che non ci si può muovere davvero se si ha paura di chi ci sta accanto.
Questa stessa sicurezza è fondamentale per il nostro futuro e per diventare ciò che sogniamo, dobbiamo imparare a fidarci non solo degli altri, ma anche delle nostre capacità.
L’attività “Chi vogliamo essere da grandi” è stata un vero salto nel futuro, abbiamo immaginato di aver già realizzato i nostri sogni, proiettandoci nel mondo del lavoro per analizzare ogni sfaccettatura. Quest’esercizio mi ha spinta a riflettere con onestà su cosa significhi davvero “diventare grandi”, portandomi a valutare con attenzione i pro e i contro della professione che desidero.
Benedetta D’Onofrio 3^L
L’orientamento, come spiega la parola stessa, ha il fine ultimo di “orientarci” a compiere una scelta consapevole e giusta per noi stessi alla fine delle superiori. Tutto ciò che ci viene proposto dagli esterni e dagli stessi professori vuole farci sviluppare tutte quelle conoscenze e anche capacità, che un giorno potranno esserci utili in ciò che avremo scelto come nostra strada. Ovviamente la formazione della nostra persona non avviene in una settimana ma si tratta di un percorso costante che dura una vita intera; ma quella settimana all’anno in cui siamo coinvolti in attività diverse dal quotidiano, vuol far sì che noi manteniamo sempre a mente che ciò che facciamo oggi servirà al noi del domani.
[…] Le attività svolte in classe con i professori si sono rivelate tutte proficue. Alcune hanno sviluppato un dibattito che ha portato allo scambio di opinioni concordi e contrarie. Si è parlato di futuro e abbiamo riflettuto su quello che veramente vorremmo fare e su come sarà il mondo una volta che toccherà a noi prenderne le redini.
Durante queste lezioni ho avuto modo di ascoltare i sogni e gli obiettivi dei miei compagni e non ho potuto far a meno di notare come abbiamo tutti progetti diversi ma anche le stesse grandi ambizioni. Questa cosa mi ha dato speranza: in un mondo dove tutto è immediato e non si ha più tempo per riflettere su ciò che si vuole o su chi si è veramente, i miei compagni hanno dimostrato di saper ancora sognare e rendere il proprio sogno un obiettivo di vita da voler perseguire per la realizzazione personale che non è scontata quando tutti al giorno d’oggi si sentono tutti titolati di dirti chi essere e cosa fare.
Sono arrivata alla conclusione, quindi, che questa settimana oltre a lasciare in noi nuove conoscenze, nel campo del Welfare, nell’uso del AI e del mondo in cui si fa la pasta, sia stato un modo per confrontarci e discutere insieme di quello che spetterà a tutti noi prima o poi e di come si muoverà il mondo in contemporanea. L’orientamento, però, mi ha portata anche a capire cosa non sarà mai la mia strada; ad esempio non lavorerò mai in un’azienda di cartone o non sarò mai commercialista; perché l’orientamento è anche questo, capire cosa stimola il nostro interesse e cosa invece non si vorrebbe fare nemmeno se costretti.
Chiara Bascelli 3^L
Ho apprezzato molto questa settimana perché ci ha dato l’occasione di iniziare a modellare il nostro futuro e le attività che abbiamo fatto sono state molto più interessanti di quello che mi aspettassi. Questi cinque giorni hanno superato le mie aspettative e mi hanno aiutato molto nella riflessione sul mio futuro da studente universitario.
Stefano Di Clemente 3^L
Grazie alla settimana dell’orientamento sono entrato a contatto con il mondo universitario e lavorativo, attraverso molte attività in classe con i docenti e con esperti esterni. Pur avendo già le idee chiare sul mio futuro, ho visto questa settimana come un’opportunità per conoscermi meglio e per riflettere su che tipo di persona vorrò essere. Inoltre ho conosciuto varie facoltà e mi sono fatto un’idea sulle diverse offerte formative proposte dai docenti universitari. Le attività formative si concentravano tutte sul nostro futuro lavorativo, che a volte può essere visto come un percorso unico e lineare, ma non sempre è così. Infatti il futuro è un insieme di possibilità e ciò che avverrà dipenderà dalle nostre scelte, dalle opportunità che incontriamo e anche dai cambiamenti che viviamo nel tempo. Ogni persona è diversa, c’è chi scopre presto cosa vuole fare e chi invece cambia idea più volte. Vedo quindi l’orientamento soprattutto come un percorso di crescita e di riflessione su noi stessi, per conoscerci e per scoprire le nostre passioni nascoste.
Davide De Leonardis 4^L
Dopo aver riflettuto sulla settimana orientativa, ho maturato un’opinione a riguardo: ho trovato molto efficace la scelta del periodo e molto utili le attività per consapevolizzarmi sul valore delle mie scelte, sia di quelle fatte, ma soprattutto di quelle da fare.
Mi sembra già di avere le idee più chiare, non solo sul percorso di studi che vorrei intraprendere e sul mestiere che mi piacerebbe esercitare, ma anche sullo stile di vita che mi renderebbe felice.
Le attività che hanno catturato maggiormente la mia attenzione sono quelle che sono state svolte dai docenti in classe o in atrio. Ho apprezzato anche alcune delle lezioni che sono state esposte in Aula Magna, mentre ho trovato che l’approccio in qualche caso sia stato poco coinvolgente e non mi sono trovata interessata né agli argomenti né alle argomentazioni. Ma trovo utile anche questo e penso che certamente maggiore tempo a disposizione mi avrebbe permesso di approfondire meglio e avrebbe reso l’esperienza più completa.
Sono certa che l’orientamento formativo sia fondamentale per accompagnare i ragazzi a riflettere su quale sia il percorso di vita più adatto a loro.
Ambra Tenaglia 4^L
La settimana di Orientamento Formativo ha visto i cinque giorni probabilmente più stimolanti ed educativi che la scuola potesse offrire agli studenti del triennio.
Si sono succedute parecchie attività molto interessanti con esterni ma in tutta sincerità ciò che ha rappresentato un grande aiuto sono state le lezioni particolari in classe con i professori.
Orientarsi è qualcosa che inevitabilmente ci fa pensare al futuro, ma in realtà per poter prendere una direzione giusta nella molteplicità delle strade intraprendibili che ci sono fuori, bisogna acquisire consapevolezza di noi stessi, della nostra identità, di cosa ci piace fare.
Per questo trovo l’introspezione in generale un buon punto di partenza: non è scontato trovare subito le risposte, e nemmeno lo è trovare nell’immediatezza il percorso veramente adatto a noi, altro concetto che ci è stato ribadito sia da docenti interni sia dagli esterni.
In tantissimi siamo spaventati dall’idea di futuro e quindi non riusciamo a fermarci e riflettere in maniera razionale e profonda, anche perché sembra di dover immaginare una realtà non vicina a noi, che non ancora ci appartiene.
Questa volta ci siamo inevitabilmente, anche solo per un attimo fermati a pensare, e magari la prossima volta avremo meno paura e più consapevolezza, sia chi aveva già un’idea, sia chi l’ha maturata questa settimana, sia chi non aveva ancora mai pensato al suo dopo.
Avere un contatto tanto diretto con persone appartenenti a diversi ambienti lavorativi (universitario, imprenditoria, magistratura…) ci ha dato il senso della vastità di scelta che tra poco avremo. Anche questo, un po’ spaventa, ma fa anche capire che non saremo mai costretti in una carriera che non ci appartiene o che non ci piace, perché in qualunque caso potremo cambiare secondo le nostre inclinazioni e secondo i nostri punti di forza, di cui magari prenderemo coscienza direttamente sul campo.
La panoramica su questi argomenti è importantissima, perché il lavoro che sceglieremo di fare ci condizionerà e rivestirà una buona parte della nostra vita adulta, come quella di chiunque altro. Questo deve insegnarci che conoscerci è fondamentale proprio per questo motivo.
La scuola è la sede perfetta per svolgere un lavoro orientante, senza fare pressioni ed effettivamente educando (al futuro e alla vita) e non solo svolgendo le classiche lezioni.
Miriam Consorte 4^L

