L’ordinanza di Marsilio nel mirino delle consigliere Di Roberto e De Luca del Pd: “Improvvida e superficiale”

Fa discutere l’Ordinanza firmata ieri sera dal presidente della Regione, Marco Marsiglio, che secondo le consigliere comunali del Pd, Barbara di Roberto e Valentina De Luca, ”improvvidamente riapre Asili nido e Scuole dell’Infanzia senza aver effettuato vaccinazione agli insegnanti ed educatori”. Ordinanza Regionale ”improvvida, la cui tempistica rimanda ad un legittimo dubbio sulla motivazione alla luce della prossima udienza del Consiglio di Stato – si legge in una lunga nota delle due consigliere. Basta il ricordare al Presidente Marsilio che sono la stessa cosa, per darci il grado di superficialità ed improvvisazione di un provvedimento che incide sul Diritto alla salute di tutti, ma che qui riguarda, soprattutto, la tutela dell’incolumità dei bambini! (chiosano le consigliere PD del Comune di Chieti). “I minori di 6 anni non possono effettuare vaccini. Per loro l’uso delle mascherine non è obbligatorio. La variante inglese del Covid-19, che ha determinato la statuizione di zona rossa per il Comune di Chieti, tra gli altri, colpisce anche loro. Imporre distanziamento a bambini che in maniera innata hanno bisogno di contatti umani nei giochi e nelle attività loro proprie, è difficile se non impossibile anche per la migliore delle maestre” – ricorda la Consigliera De Luca). E Di Roberto aggiunge: “Gli ospedali sono già a livelli di saturazione. L’indice Rt di contagio si è sì abbassato, ma di pochi punti percentuali, forse a ben vedere, proprio grazie alle misure restrittive adottate anche per il mondo della scuola. E cosa fa la Regione Abruzzo il giorno prima dell’entrata in vigore del nuovo Dpcm, e nel tardo pomeriggio di un qualunque venerdì sera (?): decide di riaprire le scuole dell’infanzia 7 giorni prima di quanto previsto per quelle primarie. “Il caos che ne scaturisce sul nostro territorio è logico e dovuto. Nelle ultime 24 ore i telefoni dell’intera amministrazione teatina, consiglieri comunali inclusi, sono in tilt. Giustamente i nostri concittadini, il personale scolastico ed educativo, e soprattutto le famiglie, si aspettano chiarimenti da chi è a loro più vicino, ossia il Comune. Le decisioni sin qui prese, anche rigide e che hanno sollevato critiche in certa parte della Città, non sono state e non sono facili: la situazione richiede una mediazione e il buon senso di porsi a favore tanto dei bambini, quanto delle famiglie in difficoltà sull’accudimento degli stessi, dovendo continuare la propria attività lavorativa e  professionale – Raccontano e riflettono entrambe le consigliere. “Intanto, però, un piano vaccinale certo, definito e definitivo nella nostra Regione continua a mancare, tanto che in altre province si procederà con chiamate a sorteggio – dice Di Roberto. Siamo agli ultimi posti su scala nazionale nel rapporto popolazione e dosi somministrate, e leggiamo delle rassicurazioni di Giunta Regionale e Asl2 che promettono la copertura con la prima dose, prima appunto, per tutto il personale scolastico da qui al 15 marzo. Ce lo auguriamo, sia per i lavoratori (anche loro lo sono) del mondo dei servizi Nido ed Infanzia, sia per i bambini”. La domanda viene comunque spontanea: “perché anticipare di una settimana rispetto alla data prevista per le scuole primarie”? Settimana che invero può incidere sull’ulteriore contenimento dei contagi e che può decongestionare le strutture sanitarie? Perché “lasciare col cerino in mano i vari Sindaci che già hanno le spalle cariche della
questione dell’ordine pubblico e l’organizzazione logistica di screening e vaccinazioni”? O ancora, “che senso ha lasciare aperti Nidi ed Infanzia se al personale non è stato ancora somministrato il vaccino”? Queste ed altre riflessioni sono state sollevate anche dal capogruppo Pd in Regione – fanno notare Di Roberto e De Luca che sintetizzano: “Domande senza risposta, che legittimano un senso profondo di sfiducia per la Giunta Marsilio, che non supera la prova di coerenza e buona gestione su tutto, e sulla Sanità in particolare”.
Questa mattina, il mio pensiero (- conclude Di Roberto –  è andato immediatamente ad una riflessione di senso e contenuto: la Convenzione dei Diritti dell’infanzia e dell’Adolescenza, recepita tanto a livello nazionale che regionale, da cui l’istituzione di specifico Garante, esplicitamente prevede il diritto del bambino “alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo, alla tutela del proprio benessere”. Basterebbe tener conto di questo per prendere opportune decisioni politiche al di là di personalissime storture legislative indotte, probabilmente, più dal seguire
posizioni partitiche nazionale che il vero interesse dei cittadini abruzzesi”.

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