Si chiude con numeri straordinari l’esperienza degli odontoiatri sportivi ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, segnando un impatto clinico senza precedenti. Circa 400 professionisti, sotto il coordinamento del Dottor Massimo Roncalli, hanno garantito la sicurezza degli atleti, portando in campo l’eccellenza della formazione italiana. Particolarmente rilevante il ruolo svolto nelle gare di hockey, dove i rischi per gli atleti sono più elevati a causa dell’utilizzo degli attrezzi di gioco. I professionisti impegnati nelle fasi più critiche sono stati selezionati tra i laureati del prestigioso Master in Odontostomatologia dello Sport dell’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, l’unico riconosciuto in Italia, coordinato dal Professor Domenico Tripodi. Tutti gli specialisti, iscritti alla SIOS (Società Italiana di Odontostomatologia dello Sport), hanno presidiato le competizioni assicurando standard clinici di altissimo profilo.
Tra gli interventi di rilievo, i dottori Elena Giannotti e Alessandro Beraldi si sono distinti alla Finale di Hockey delle Olimpiadi, mentre i dottori Domenico Tripodi e Federico Ristoldo hanno seguito la finale paralimpica. L’attività del team si è svolta su più poli: Milano, Cortina e Livigno, con un bilancio complessivo che sottolinea l’importanza del presidio odontoiatrico. Durante i Giochi Olimpici, sono stati gestiti 62 traumi complessi, mentre alla Paralimpiadi ne sono stati trattati 32, per un totale di oltre novanta prestazioni nelle Medical Station di Santa Giulia (MH1) e Livigno.
Gli interventi hanno spaziato dalla prevenzione alla chirurgia d’urgenza. Nella Medical Station di Santa Giulia, adiacente al campo di hockey, sono stati trattati casi critici, tra cui l’applicazione di 19 punti di sutura a un giocatore della Repubblica Ceca e la complessa diagnosi di una lesione a un atleta tedesco. A Livigno, il lavoro ha incluso restauri, trattamento di pulpiti e innovazioni tecnologiche: l’uso della scansione digitale ha permesso la realizzazione rapida di paradenti personalizzati, compreso quello per il Capitano della Nazionale Italiana di Hockey. L’assistenza è stata estesa anche agli staff delle diverse nazionali in gara.
“Possiamo dire che si è aperta davvero una nuova era per la Medicina dello Sport – commenta il professor Domenico Tripodi, Direttore del Master in Odontostomatologia dello Sport della “d’Annunzio” – Questa esperienza ha rappresentato una pietra miliare per l’odontoiatria sportiva. La rapidità decisionale”, conclude Tripodi, “e il lavoro multidisciplinare in un contesto ad alta intensità dimostrano come la nostra disciplina sia vitale per la performance e la sicurezza degli atleti d’élite.”
