L’Italia e la scienza; una passione dimenticata?

Galileo Galilei, padre della scienza moderna e del metodo scientifico, fiore all’occhiello della ricerca scientifica italiana e non solo

Ad oggi, il nostro paese non si presenta come degno portatore di questa eredità, ma anzi, esso viene addirittura indicato come una tra le nazioni con meno fondi per la ricerca scientifica in tutta Europa. A cosa è dovuta la regressione dello sviluppo in questo campo?
La poca considerazione per la ricerca scientifica dimostra come al vertice italiano ci sia una scarsa attenzione per lo sviluppo e per la cultura del paese, che si traduce in disinteresse per il futuro dei giovani.
Se non ci si adopera per la sua crescita, non bisogna poi stupirsi se le competenze e le conoscenze delle nuove generazioni vengono utilizzate altrove: solo all’estero i ragazzi trovano le risorse e gli strumenti necessari per coltivare i loro interessi, ed è quindi lì che effettuano le maggiori scoperte. È anche a causa di ciò se viene favorita l’internazionalizzazione degli articoli piuttosto che la loro divulgazione in italiano: purtroppo avviene sempre meno che il proprio lavoro venga riconosciuto adeguatamente all’interno dell’Italia.
Per contrastare questo enorme problema, è di vitale importanza bloccare la “fuga dei cervelli”, dando motivi e risorse validi per rimanere a svolgere il proprio lavoro nel paese d’origine. Bisogna perciò dirottare più finanziamenti verso il settore scientifico perché, come per Galileo, solo grazie allo sviluppo del sapere possiamo puntare ad una migliore qualità di vita. I tempi sono cambiati, abbiamo più strumentazioni e tecnologie, la censura non è più d’intralcio; nulla ci vieta allora di rendere la ricerca una priorità e di affrontare la paura dell’ignoto. Se ci riuscì Galileo, di nascosto e senza le attrezzature adatte, è d’obbligo allora portare avanti il primato italiano a lui dovuto.
Il problema principale dei nostri tempi è che magari il prossimo genio si trova proprio dietro l’angolo, ma non essendoci abbastanza denaro per finanziare il suo lavoro, ciò che andrebbe a scoprire rimarrà per sempre solo una fantasia. La scuola, l’università, tutto il mondo dell’istruzione devono invece diventare una rampa di lancio per tutte le giovani menti, e supportarle nel loro percorso, affinché possano dare frutti nella loro terra natia. Bisogna dar loro stimoli che gli permettano di spaziare e saper affrontare temi e campi di diversi spessori, e non rimanere ancorati alla banalità e allo scontato.
Dovrebbe essere una missione di massima urgenza assicurare l’innovazione scientifica e la fattiva possibilità di contribuire ad essa ai ragazzi di tutto il mondo, indipendentemente dal loro status sociale ed economico. Una vita migliore non può essere considerata un “optional”, e solo i giovani possono essere in grado di garantirla alla società civile. Che non si aspetti a fornire loro gli strumenti necessari per ottenerla.

Vittoria Di Muzio

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