Lettera aperta di un cittadino al Sindaco di Chieti Diego Ferrara

RICEVIAMO e PUBBLICHIAMO

“Lettera aperta al Signor Sindaco di Chieti, Dott. Diego Ferrara, affinché si fermi un attimo a riflettere sulla “tristezza” che sta accompagnando il declino sociale, storico ed economico della parte alta della mia città.

Chi Le scrive è un Teatino che ama Chieti, estremamente orgoglioso della sua storia e delle sue tradizioni e, soprattutto, innamorato della sua indiscutibile bellezza.

Lei, che è un teatino come me, ricorderà com’era Chieti, anzi cos’era Chieti fino a una ventina di anni fa: una città piena di vita, l’unico vero centro di riferimento per tutti i paesi del circondario e meta di turisti provenienti da ogni parte grazie alle tante iniziative ludiche e culturali che alimentavano l’attrazione per la nostra città.

Una città che nella parte alta della città aveva la Caserma Berardi (migliaia di militari), il Distretto Militare, l’Ospedale Militare, tutti gli uffici della Provincia, l’Università (con tutte le facoltà), l’Ospedale civile, l’Inps, l’Inail, e potrei continuare.

Oggi di quella Chieti non è rimasta più nulla. Caserma Berardi e Ospedale Militare chiuse, Distretto Militare ridotto ad apparato amministrativo, gran parte degli uffici della Provincia delocalizzati a Lanciano e Vasto, Università e Ospedale civile spostati nella parte bassa della città e Inps e Inail trasferiti al Theate Center.

Allora Sindaco comprenderà quando Le dico che a noi tutti si spezza veramente il cuore nel vedere la parte storica della nostra città oggi incanalata nel declino più totale.

Non voglio addentrarmi nelle motivazioni che hanno determinato questa nuova triste realtà, anche perché entrerei nel campo politico/istituzionale e non mi sembra davvero il caso.

Però è evidente che è un’agonia lenta, e purtroppo senza fine.

È di qualche giorno fa, infatti, la notizia dell’imminente ennesima spoliazione degli uffici dal centro storico riportata da un quotidiano locale, secondo il quale Lei starebbe pensando di spostare definitivamente l’Ufficio Anagrafe dall’attuale sede ex Banca d’Italia in Corso Marrucino a Chieti Scalo nella sede comunale di piazza Carafa.

Spero vivamente, e non solo io, si tratti solo di una notizia giornalistica senza alcuna iniziativa concreta in tal senso. In caso contrario temo purtroppo potrebbe trattarsi della “mazzata” definitiva per la parte alta della città, già agonizzante economicamente e priva di quotidiano fermento sociale.

In ogni caso, Signor Sindaco, mi auguro possa fermarsi un attimo a riflettere sullo stato della nostra città, in modo da evitare di prendere pericolose decisioni da burocrate che nulla hanno a che fare con il bene di Chieti.”

Cordiali saluti. Umberto (suo elettore)

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