Le emozioni di un anestesista diventano una poesia: premiato Luca Di Tizio

Dopo un anno nel quale il racconto del Covid-19 è passato molto attraverso le immagini, a Chieti la parola si riprende la scena. E lo fa attraverso pochi versi, intensi, struggenti ma mai leziosi scritti da un anestesista del “SS. Annunziata” che racconta il tumulto emotivo del momento nel quale si appresta a intubare un paziente, tormentato da esitazioni contrastanti: glielo dico oppure no, cosa gli dico, cosa mi risponderà. Il medico è Luca Di Tizio, che questa mattina nello spazio antistante l’ospedale ha ricevuto il premio che gli è stato conferito dall’Associazione Culturale 22 aprile, impegnata sui temi della letteratura e dell’ambiente. “Siamo convinti che solo una perfetta comprensione del reale, dell’epoca che viviamo, compreso il dolore, potrà aiutarci a costruire un tempo migliore – ha spiegato la portavoce Maura Chiulli leggendo le motivazioni del premio – . I versi di Di Tizio ci restituiscono l’immagine umana del medico, del poeta ferito, che, al pari di tutti gli operatori sanitari, sperimenta la paura, lo sfinimento, e al tempo stesso la forza e il coraggio di tornare, ogni giorno, al proprio posto a far fronte ad altra sofferenza”. La poesia, in dialetto ortonese, si intitola “Sfiatéte” , Senza fiato, ed è stata letta questa mattina dall’attore Andrea Alesio, nato pure lui a Ortona, rappresentata alla breve cerimonia dal Sindaco Leo Castiglione, che si è detto onorato e orgoglioso di portare il saluto della città a Di Tizio. Il responsabile della Rianimazione dell’ospedale di Chieti, Salvatore Maggiore, ha sottolineato la capacità di Luca di descrivere i sentimenti comuni a tutta l’équipe del reparto, e di mettere insieme le doti di umanità e professionalità che fanno di un medico “un buon medico”. “Il dialetto è la lingua delle emozioni – ha commentato Di Tizio – io ho provato l’urgenza di esprimerle, ne sono stato quasi travolto. Nei malati di Covid ci riconosciamo tutti di più , e così il nostro lavoro si carica di un particolare coinvolgimento. Accetto allora questo premio a nome di tutti quelli che ogni giorno sono in prima linea in questa battaglia, e lo dedico a quelli che hanno perso e a quelli che ancora combattono”. E se accade nel giorno della candidatura del personale sanitario italiano al Nobel per la pace è una coincidenza bellissima.

Previous Story

Il coordinatore provinciale della Lega Luigi Leonzio “suona la sveglia” al centrodestra

Next Story

“Vaccinare anche i volontari di Protezione Civile”: arriva l’ordine del giorno di Riccardo

Ultime notizie da Blog

Latest in Music

About us

One thousand years ago, superstition and the sword ruled. It was a time of darkness. It was a world of fear. It was the age of gargoyles. Stone by day, warriors by night, we were betrayed by the humans we had sworn to protect, frozen in stone by a magic spell for a thousand years.

Now, here in Manhattan, the spell is broken, and we live again! We are defenders of the night! We are Gargoyles! Scout troop short a child, Khrushchev’s due at Idelwyld… Car 54, where are you? Harlem that’s backed up.

Authors

Newsletter

© COPYRIGHT 2023 – IL GIORNALE DI CHIETI.
PIAZZALE MARCONI N.69 – 66100 CHIETI
ILGIORNALEDICHIETI@GMAIL.COM | C.F. 93062690693.


Deprecated: Non-static method snwp_Show::fake_wp_footer() should not be called statically in /home/hkagijcn/public_html/nuovo/wp-includes/class-wp-hook.php on line 308