Il coordinatore provinciale della Lega Luigi Leonzio “suona la sveglia” al centrodestra

Riceviamo e pubblichiamo

Nell’assumere l’impegno di rappresentare a livello provinciale la guida del primo partito della coalizione di centro destra, credo doveroso proporre una riflessione sullo stato in cui oggi si trova la politica nel nostro territorio e in particolare nel capoluogo teatino.
È innegabile che per quanto riguarda il governo della città da parte della destra ci sia stato un vero e proprio regalo alla sinistra che ha determinato la sconfitta elettorale.
Sia chiaro subito però che ne parlo non per andare alla ricerca di colpevoli, per imbastire tardivi processi che non avrebbero più alcun senso e apparirebbero anzi deleteri alla causa che sono stato chiamato a rappresentare e tutelare, ma perché gli accadimenti passati devono essere utili a capire gli errori fatti e soprattutto devono servire per indicare oggi la strada da intraprendere per riconquistare gli spazi perduti.
La storia, e qui voglio ricordare quel che diceva Nicola Cucullo, indimenticato e indimenticabile sindaco di Chieti, può e deve essere maestra di vita, a patto che ci sia impegno ad afferrarne e farne propri tutti gli insegnamenti, evitando visioni faziose tese a portare acqua solo a particolari mulini.
È il momento di superare quindi ogni possibile risentimento, da una parte e dall’altra e di rendersi pienamente conto che in politica cavalcare visioni personalistiche, perdendo di vista l’obiettivo di lavorare per offrire programmi e progetti condivisibili da perseguire in ogni competizione elettorale, porta a commettere errori che determinano sconfitte fuori da ogni previsione logica.
Dobbiamo quindi impegnarci tutti nel ruolo che il voto ci ha assegnato per tutelare nel miglior modo possibile gli interessi dei cittadini di Chieti, ai quali dovremo tornare a presentarci mostrando di essere andati oltre errori e incomprensioni per ritrovarci uniti nei nostri valori e con programmi che diano al territorio possibilità di sviluppo e di crescita in ogni possibile direzione.
È questo il lavoro che mi attende e che ci attende, tutti insieme, per portare sempre più in alto le nostre bandiere.

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