“Sugli asili nido rimando al mittente le accuse proferite a vanvera da chi mi ha preceduto come assessore di un’Amministrazione che non solo nel 2018 ha chiuso, da un giorno all’altro, ben tre nidi, ma ne ha lasciati altri due all’abbandono e non ha messo in cantiere nulla, né progetti, né fondi, per recuperare altri spazi da dare alle famiglie, costrette a portare i figli in altre città. Quando nel 2020 ci siamo insediati, Chieti, città capoluogo con circa 50.000 persone, aveva solo un asilo nido comunale aperto, liste di attesa chilometriche e nessuna strategia per il futuro. Quanto ai fondi sui nidi, non sono affatto spariti, come abbiamo già ampiamente chiarito: sono stati fermi a causa del dissesto che non abbiamo provocato noi, che con il voto di ieri al bilancio stiamo risanando la città”, così l’assessora a Istruzione e Nidi Teresa Giammarino.
“Non ho retto alla mole di bugie urlate in aula, perché è stato importante il lavoro fatto in questi anni con il Comune nelle peggiori condizioni economiche e finanziarie della sua storia – riprende la Giammarino – . Non siamo stati noi a chiudere i nidi. Noi siamo quelli che hanno difeso l’unico nido rimasto per assicurargli un futuro, il Riccio e la Volpe; abbiamo aperto il Bambi, nido voluto dal sindaco Ricci, realizzato grazie all’insediamento residenziale di via Buracchio, inaugurato da chi ci ha preceduto che non solo non lo ha costruito, ma nemmeno è stato capace di completarlo e attivarlo; ne stiamo costruendo un altro al Villaggio Mediterraneo con i fondi PNRR e stiamo con difficoltà liberando un’altra struttura che la destra non ha saputo concludere e aprire, quella in piazza Carafa, che contiamo di rendere fruibile per il prossimo anno scolastico. Se questa è inerzia! Avevamo già spiegato, a fronte di farneticanti esternazioni comparse tempo fa a mezzo stampa sui contributi regionali destinati agli asili nido che l’Ente li ha incassati, ma è stato nell’impossibilità di usarli per via degli adempimenti richiesti dalle procedure del dissesto e che solo grazie alle delibere finanziarie approvate in Consiglio a dicembre e ieri, bocciate da certa minoranza, gli uffici si stanno preparando ad erogare quelle somme potendole utilizzare. Fa meraviglia che chi ha governato non sappia queste cose e preferisca insinuare che i fondi siano “spariti” o, peggio, che ce li siamo fatti “soffiare”, assurdità risuonate anche ieri in aula e su cui ci riserveremo di agire, per la serietà del ruolo che ci troviamo a rivestire per la comunità. Ci meravigliano pure le rivendicazioni di chi li reclama quei fondi, urlando come non si dovrebbe in un’aula comunale, ma poi vota contro il bilancio che invece ne renderà possibile l’utilizzo. Lo ammetto, non ho retto a tutto questo e sono uscita dall’aula perché la città merita la verità che è quella contenuta negli atti e nelle strutture che sono sotto gli occhi di tutti”.
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