È stato Fabio Grosso la star del Premio Prisco, XIX edizione, evento come sempre accolto oggi nella splendida cornice del Teatro Marrucino. Presente tutto il vertice istituzionale del calcio italiano: Gravina (presidente Figc), Abete (presidente LND, con Memmo presidente LND Abruzzo e il suo predecessore Ortolano); l’ex presidente federale Matarrese; il sindaco Ferrara con il vice De Cesare e l’assessore Pantalone; il consigliere regionale Febbo; il Prefetto Della Cioppa, il Questore De Cicco, il procuratore Di Florio, il col. Romano, dei Carabinieri, il Comandante della Guardia di Finanza, col. Iadarola. In platea tutto il Chieti: presidente Serra, dg Sartiano, dirigente Alessandria, l’allenatore Chianese, il portiere Francesco Serra. C’era l’amata bandiera neroverde Alessandro Battisti.
Ecco i premiati del Prisco, cui è stata consegnata una preziosa opera del maestro Mimmo Paladino: Saverio Sticchi Damiani, presidente del Lecce, reduce dalla vittoria-salvezza conquistata ieri a Monza; Fabio Grosso (ora allenatore del Frosinone, portato in A dall’ex neroverde); Aldo Cazzullo, editorialista del Corriere della Sera cui è andato il Premio “Nando Martellini”; premio speciale della Giuria al grande Giancarlo “Picchio” De Sisti, ora testimonial della Figc. Premio Ussi alla giornalista teatina Arianna Secondini, Redattore Capo centrale RaiSport, che ha ricevuto una scultura dell’artista loretese Ester Crocetta. Un ultimo dei premiati del Prisco, categoria calciatori, l’attaccante del Bologna Riccardo Orsolini, trattenuto in mattinata da impegni personali, è giunto nel primo pomeriggio direttamente a Bolognano nella tenuta Zaccagnini, e qui ha avuto il “pallone” di Mimmo Paladino.
Giuria presieduta da Italo Cucci e composta da Ivan Zazzaroni, Gian Paolo Ormezzano, Marco Civoli, Franco Zappacosta, Ilaria D’Amico, Giancarlo Abete, coordinata dal patron Marcello Zaccagnini. La presentazione della cerimonia è stata affidata ai giornalisti Pierluigi Pardo, new entry, e Stanislao Liberatore.
La grossa novità emersa negli interventi di oggi è stata la notizia della cessione (formalizzata nel 2022) dell’industria vinicola “Cantine Zaccagnini” al Polo Argea, nato dal Fondo Clessidra. L’operazione aveva fatto pensare ad un disimpegno di Marcello Zaccagnini rispetto al Premio Prisco che per Chieti rappresenta un prestigioso appuntamento annuale. Invece l’imprenditore ha confermato che la manifestazione resterà negli anni a venire e gli stessi manager di Argea hanno garantito che vogliono rilanciare e potenziare l’evento rendendolo ancora più importante. Ne ha parlato in un videointervento dagli Usa l’a.d. di Argea, Massimo Romani. Stesse garanzie da Mauro Bonetti, direttore marketing della società, comasco di adozione ma teatino di origine. Significativa, peraltro, la presenza di Francesco Colli, managing director del Fondo Clessidra.
Dicevamo all’inizio. Fabio Grosso è arrivato in Piazza Valignani accolto dal tripudio dei tifosi, gli “Ottantanove mai domi” hanno esposto uno striscione dedicato, sono stati momenti di grande emozione (ed entusiasmo). Tra gli ospiti di oggi, trattandosi del Prisco, anche il vecchio interista Evaristo Beccalossi che tra l’altro è un buon amico degli attuali dirigenti del Chieti.
p.s. la bellissima opera del Maestro Mimmo Paladino è realizzata dalla ceramica Gatti di Faenza. Il capannone è stato invaso dall’acqua e l’alluvione ha reso inutilizzabile quasi tutta la struttura. Sono stati sul punto di non poter procedere alla produzione del simbolo del Premio Prisco.
Ma, rimboccandosi le maniche, con un grande sforzo, titolare e operai sono riusciti nel miracolo. Ci piace sottolinearlo come ha fatto Marcello Zaccagnini.




Foto di Andrea Milazzo
