Questa mattina la vice console australiana ha fatto visita alla casa protetta di Vasto, dove sono attualmente ospitati Catherine Birmingham e i tre figli della “famiglia del bosco”. La vice console è arrivata intorno alle 10.30 e ha lasciato la struttura poco prima di mezzogiorno, dopo un colloquio riservato con i coniugi Trevallion Birmingham. A restare all’interno della casa famiglia sono state la tutrice dei bambini, Maria Luisa Palladino, la curatrice speciale Marika Bolognese, la garante regionale per l’infanzia Alessandra De Febis e uno degli avvocati che assiste la coppia, Danila Solinas. Al centro dell’incontro, secondo quanto trapelato, ci sarebbe stato soprattutto il tema dell’istruzione dei tre bambini.
Da fonti vicine al caso emerge che non sarebbe da escludere un affidamento temporaneo dei piccoli a un familiare residente in Australia, Paese d’origine della madre. Tra le ipotesi circolate figura la sorella di Catherine, Rachel Birmingham, insegnante e psicologa. La primogenita, otto anni, è già in possesso del passaporto australiano; per i due gemelli di sei anni – un maschio e una femmina – sarebbero state avviate le procedure per ottenerlo. Nel frattempo il padre, Nathan Trevallion, continua a vivere nella casa offertagli gratuitamente dal ristoratore ortonese Armando Caruso. Resta fissata per il 16 dicembre la data dell’udienza davanti alla Corte d’Appello dell’Aquila, chiamata a esaminare il ricorso contro l’allontanamento dei minori dalla casa nel bosco. È attesa anche la decisione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, che non ha sciolto la riserva dopo l’udienza del 6 dicembre.
Sulla vicenda è intervenuto anche monsignor Vincenzo Paglia, intervistato durante una trasmissione radiofonica: “Togliere i figli ai genitori è sempre un atto brutto. – ha detto – Bisogna semmai toglierli tutti insieme, dargli qualcosa tutti insieme. C’è bisogno di riscoprire l’importanza dello stare insieme. Dividere ha sempre qualcosa di problematico, non risolve, tampona. La soluzione è nel noi: ricreare un ambiente familiare senza divisioni, bene chi offre una casa, che magari sta in mezzo alla campagna, e chi offre un aiuto”.
Intanto, secondo uno studio del centro media OmnicomMediaGroup per Libero, il caso della famiglia nel bosco è oggi il più seguito dagli italiani: 22 milioni di persone lo seguono quotidianamente per oltre 15 minuti attraverso telegiornali, talk show e programmi di approfondimento. Nelle ultime due settimane l’interesse ha superato perfino quello suscitato dal delitto di Garlasco, storicamente uno dei casi più seguiti in Italia. Determinante, secondo la ricerca, il pubblico femminile, che rappresenta quasi il 67% dell’audience. Ma il caso coinvolge anche gli under 35, in particolare i 25-34enni, attratti – evidenzia lo studio – dalla scelta di vita alternativa della famiglia: un’esistenza immersa nella natura, più lenta e percepita come possibile antidoto allo stress quotidiano.
