LA RIELLO CHIUDE LO STABILIMENTO DI VILLANOVA DI CEPAGATTI: 90 LAVORATORI SOTTO SHOCK

Un vero e proprio fulmine a ciel sereno  ha colto di sorpresa lavoratori e sindacati: la Riello Spa, azienda leader nella produzione di caldaie chiude lo stabilimento di Villanova di Cepagatti e  riporta la produzione nelle sedi di Lecco e Legnano. La Riello Pescara fa parte del Gruppo “CARRIER”, multinazionale francese quotata in borsa.

Immediata la reazione delle Segreterie provinciali e la RSU FIOM-UILM: “Nella giornata di ieri la Riello Spa, del gruppo di società Carrier Global Corporation, ha comunicato alle Organizzazioni sindacali e alle sue rappresentanze la volontà di chiudere il sito di Villanova di Cepagatti e l’avvio immediato della procedura di licenziamento collettivo di 71 lavoratrici e lavoratori nonchè il trasferimento di 19 addetti alla ricerca e sviluppo nella sede di Lecco e Legnago”.

La notizia, piovuta come un fulmine a ciel sereno, nell’anno dell’ecobonus caldaie, ha lasciato tutti sbigottiti per la mancanza totale dei segnali tipici di un’azienda in crisi. I sindacati avevano lanciato un allarme nel mese di agosto, poco prima della chiusura per ferie, periodo nel quale la Riello aveva lasciato a casa dall’ oggi al domani 49 lavoratori in somministrazione. Fino al mese di luglio la produzione è stata corposa e in costante aumento, il settore di ricerca e sviluppo ha incessantemente contribuito all’introduzione di nuove tecnologie e gli operai hanno lavorato fino a coprire tre turni. In tale contesto la scelta scellerata di chiudere è incomprensibile.

Il piano industriale della multinazionale mostra chiaramente come la produzione del Plant Abruzzese non cesserà ma verrà solo frammentata e divisa. La costruzione degli scambiatori passerà a Legnago, la carpenteria pesante a Volpago e ovviamente, come in un noto clichè’ l’ attività di assemblaggio delle caldaie sarà trasferita in un sito in Polonia.

A nulla è servito che lo stabilimento abruzzese sia stato capace di produrre, modificare e sviluppare prodotti innovativi, la Riello ha deciso di implementare i suoi stabilimenti del nord e di esportare lavoro all’estero, impoverendo un territorio già martoriato.

La multinazionale ha specificato nel testo della procedura il suo “carattere strutturale e definitivo”.

Altrettanto forte è stata la risposta delle Organizzazioni sindacali che hanno chiesto il ritiro immediato della procedura e hanno indetto dalla giornata di oggi lo sciopero. Da lunedì 6 settembre ci sarà il presidio permanente davanti lo stabilimento”.

 

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