La figura e l’eredità culturale di Gian Pietro Calasso attraverso la sua biografia “Dall’Inferno a Hollywood” al Museo Barbella di Chieti

Nell’ambito del Maggio Teatino patrocinato dall’Amministrazione Comunale di Chieti, presso la sala convegni del prestigioso Museo Barbella, il giorno 30 maggio p.v. alle ore 17, verrà presentato il libro postumo “Dall’inferno a Hollywood” di Gian Pietro Calasso, docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo dal 1974 al 1992 alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università “D’Annunzio”, ma anche regista, sceneggiatore, saggista, fotografo.
Alla presentazione interverranno Daria Morelli Calasso, moglie dell’autore, i suoi ex allievi Giulio Avocatino e Marco Tabellione, lo scrittore e direttore editoriale Massimo Pamio e l’attore Marco Bonetti che leggerà alcuni brani della biografia di Calasso, quasi un romanzo a chiave che parte dalla tragedia che ha colpito la sua vita e la sua carriera, per arrivare alla finale partita a poker con Hollywood, dove si è trasferito con Daria per più di un decennio. Una coinvolgente biografia che vede la partecipazione di personaggi assai noti nel mondo teatrale, cinematografico, e artistico internazionale, quali Bertold Brecht, Franco Zeffirelli, Marcel Marceau, Akira Kurosawa, Mario Monicelli, Luigi Squarzina, Orazio Costa, Jean Paul Sartre, Ezra Pound, Billy Wilder, Paul Newman, Dustin Hoffman, Eiji Okada, Audrey Hepburn, Barrault, Julian Beck, Judith Malina, Ennio Morricone, Egisto Macchi, Balthus, e tanti altri. Teatri dell’azione: Italia, Germania, Inghilterra, Giappone, Stati Uniti. La sua formazione è avvenuta soprattutto negli Stati Uniti dove ha frequentato i corsi di regia e drammaturgia alla Yale University e del celebre Actors Studio di New York, diretto da Lee Strasberg, diventandone membro e dirigendo due spettacoli. E’ stato assistente di Zeffirelli al Covent Garden di Londra e ha assistito alle prove e alle messe in scena di Brecht a Berlino. Nella sua lunga attività ha scritto una trentina di sceneggiature e ha firmato altrettante regie teatrali e televisive. Ha ottenuto due premi internazionali, al MystFest per la sceneggiatura del film per la RAI “Patto con la Morte” con Luc Merenda e il premio della critica giapponese per la “Migliore messa in scena dell’anno” per “Enrico IV” di Pirandello. Durante il suo soggiorno in Giappone ha avuto modo di assistere a spettacoli di teatro NŌ e di entrare in contatto con gli attori che lo rappresentavano. Questa forma di teatro classico giapponese risalente al suo mitico fondatore Zeami, diverrà poi tema di lezione durante l’insegnamento all’università di Chieti. Tali corsi, sempre molto partecipati, hanno riguardato, in successivi anni accademici, altri argomenti monografici quali: le avanguardie teatrali degli anni Sessanta e in particolare Grotowski, il metodo Stanislavkij, il teatro epico di Brecht, quello della crudeltà di Artaud, le tecniche di scrittura della sceneggiatura cinematografica. Ha pubblicato i saggi “Ipotesi sulla natura del comico”, “Lo Spettacolo come il sogno e il gioco della società”, “La trasmissione segreta del fiore” e due libri di fotografia “Narcissus’ Eros, L’Eros di Narciso” e “Los Angeles now here- nowhere”. Per la sua sceneggiatura The Silence sulle drammatiche vicende dei missionari Gesuiti nel Giappone del XVII secolo, ha ricevuto una lettera personale di congratulazioni da parte del papa Giovanni Paolo Secondo. Oltre che a Chieti ha insegnato alla UCLA di Los Angeles e alla Sapienza di Roma. Tra le sue numerose regie teatrali, spiccano “Zeami” al Maggio Fiorentino con protagonista Giorgio Albertazzi, “Mavra” di Stravinsky, “Oedipus Rex” di Stravinsky al Teatro dell’Opera di Roma e alla Lyric Opera di Chicago con le scene di Manzù. Senza dimenticare “Il Pellicano” di Strindberg, nel 1968, che fu un grande successo di critica e di pubblico, al Teatro Stabile dell’Aquila. Durante l’incontro, Daria Morelli Calasso ci parlerà in anteprima del suo memoriale “Welcome, Baby”, appena terminato, a integrazione e prosieguo della biografia del Maestro Calasso, con il quale ha condiviso quarant’anni di vita.

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