Pubblichiamo di seguito il comunicato della Fondazione Casa Accoglienza Genova Rulli di Vasto.
Venerdì 13 febbraio 2026 questa Fondazione ha diffuso un comunicato stampa per tentare di ristabilire la verità in merito alla feroce campagna denigratoria messa in atto nei confronti dell’intero sistema della tutela dei minori fuori famiglia e, nelle ultime ore, in particolare nei confronti della Casa Accoglienza Genova Rulli di Vasto.
Riteniamo tuttavia necessario approfondire ulteriormente alcuni argomenti che sono stati riportati in modo errato o quantomeno gravemente fuorviante.
Con il servizio andato in onda nel pomeriggio del 12 febbraio 2026 su un noto programma televisivo della RAI, ripreso poi da numerose testate giornalistiche anche della carta stampata, è stato dato spazio a dichiarazioni totalmente inveritiere che necessitano di una puntuale smentita.
Si precisa innanzitutto che la signora intervistata non è una “ex operatrice della Casa Accoglienza recentemente andata in pensione”, come lasciato intendere nel servizio televisivo. La stessa ha svolto esclusivamente brevi incarichi come inserviente, con contratti a chiamata, oltre tredici anni fa. L’ultimo rapporto contrattuale risale al 2013. Da allora la signora non ha più avuto alcun rapporto con la Casa Accoglienza Genova Rulli, né come lavoratrice né come visitatrice, e non ha mai lavorato con l’attuale équipe educativa né con l’attuale responsabile della struttura, alle quali fa riferimento nel servizio come se fossero state sue colleghe.
In merito alla cosiddetta “porta”, oggetto di rappresentazioni mediatiche gravemente distorte, si chiarisce quanto segue: la porta in questione è una porta di accesso al pianerottolo della scalinata interna(che collega il piano terra dove sono collocati i minori ospitati , con i piani superiori) ed è dotata di maniglione antipanico, che consente sempre l’apertura dall’interno della scala, che nessuno può chiudere. Non si tratta della porta delle camere dei minori e non è mai stata utilizzata per “chiudere a chiave i bambini la notte”, come irresponsabilmente riportato da alcune ricostruzioni giornalistiche.
La chiusura dal lato del corridoio del piano terra è stata disposta nel pomeriggio del 9 febbraio 2026 esclusivamente per prevenire situazioni di rischio, in quanto i tre bambini, eludendo la supervisione educativa, avevano iniziato a salire ai piani superiori, dove sono presenti scale, finestre, terrazze e locali non destinati ai minori, per recarsi dalla madre al secondo piano.
Tale misura è stata adottata unicamente a tutela della loro incolumità fisica.
Comunque, la madre non ha mai trovato la porta chiusa dal lato a lei accessibile, perché la porta è sempre apribile con la maniglia antipanico, e non le è mai stato impedito dal personale di raggiungere i figli in qualsiasi momento, anche nelle ore notturne. É accaduto diverse sere, infatti (e sta accadendo ancora spesso) che la madre sia scesa dai figli e sia rimasta a dormire con loro, o li abbia portati nel suo appartamento, posto al secondo piano. Quindi la rappresentazione della porta chiusa a chiave è quantomai inveritiera e lontana dalla realtà.
È bene precisare, altresì, che la Casa Accoglienza Genova Rulli accoglie anche le diadi madri-bambini in regime residenziale e, quando c’è un decreto che prevede il collocamento della madre, questa non viene mai separata dai figli. In questo specifico caso, nel decreto del Tribunale dei Minori non è stato previsto il collocamento della madre in comunità con i bambini. Quindi, al momento dell’arrivo in struttura, il Servizio Sociale ha richiesto che per la madre fosse individuato uno spazio distinto e separato rispetto ai bambini, nell’ambito di un progetto di tutela e protezione del nucleo, in attesa di disposizioni del Tribunale dei Minori rispetto alla conferma o meno del collocamento della madre, che ad oggi non è stato ancora emanato.
Occorre ricordare che ogni provvedimento organizzativo e ogni intervento educativo adottato dalla Casa Accoglienza Genova Rulli viene disposto esclusivamente sulla base delle indicazioni dell’Autorità Giudiziaria e dei Servizi Sociali competenti, sempre nell’interesse esclusivo del minore, e il personale è obbligato a far rispettare tali indicazioni, ma lo fa sempre con grande buon senso ed elasticità, in base alle varie necessità che si presentano.
Pertanto, la Fondazione stigmatizza con fermezza la diffusione di informazioni inveritiere o estrapolate da un contesto, che ledono gravemente la reputazione della struttura e dei professionisti che vi operano e, soprattutto, sottopongono i minori ospiti ad un’indebita e pregiudizievole sovraesposizione mediatica.
Si invitano pertanto tutti i media ad un esercizio responsabile del diritto di cronaca, nel rispetto della verità dei fatti, della dignità delle persone coinvolte e dell’esclusivo interesse dei minori.
