Chi è Mauro Febbo


Nasce a Chieti il 5 ottobre del 1958, sposato con la sig.ra Wanda e padre di Federica.  È  titolare a Chieti di uno Studio Professionale di Consulenza Tributaria e Fiscale. Entra in politica da giovanissimo e a soli 26 anni diventa Assessore  del Comune di Chieti con delega al Bilancio, Finanze e Personale. Incarico che mantiene fino al 1999 quando diventa Presidente della Provincia di Chieti. Nel 2008 viene eletto al Consiglio Regionale ed entra in Giunta con delega all’agricoltura. Nel 2014 nuovamente eletto in Consiglio Regionale ed assume l’incarico di Presidente della Commissione Vigilanza. Nel 2019 per la terza volta viene eletto nel Consiglio Regionale  ed è componente della Giunta con delega  allo sviluppo economico, turismo e cultura. Dal 26 ottobre 2020 è presidente del Gruppo Consiliare di Forza Italia in Consiglio Regionale.  È stato anche membro della Commissione “Finanza Locale” dell’ANCI e membro del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Mario Negri Sud, del Piano Territoriale Sangro Aventino, dell’Eurobic Abruzzo e  dell’APTR Abruzzo.

 

Partiamo dalla domanda che in molti vorrebbero farLe: perché alle passate consultazioni elettorali per il rinnovo del consiglio comunale a Chieti al primo turno non ha appoggiato Di Stefano, spaccando così, di fatto, la coalizione del centrodestra?

A questa domanda ho risposto tante volte, sia prima che durante la campagna elettorale. Alla coalizione di cdx ho e abbiamo chiesto discontinuità in linea con la posizione tenuta negli ultimi due anni di consiliatura dal Gruppo di FI e non solo. Purtroppo su questo tema abbiamo trovato di fronte un muro invalicabile con risposte sempre negative ad ogni nostra proposta di ipotesi alternative.

Sono in molti a credere che Diego Ferrara sia diventato Sindaco a Chieti grazie a Lei. È davvero così?

No. Ferrara ha vinto perché  il cdx non ha recepito il malessere della Città e soprattutto non ha capito che c’era necessità di discontinuità. Se al ballottaggio fossimo andati noi – ricordo che in termini elettorali come coalizione siamo arrivati secondi – la sconfitta per il cdx sarebbe stato ancora  più pesante.  Questo era stato percepito anche dal cdx tant’è qualcuno ha fatto il “giochino” del voto disgiunto;  si conosce benissimo chi l’ha fatto, basta verificare nei seggi.

 

La decisione di non appoggiare Di Stefano ha scatenato, come era facilmente prevedibile, l’ira della Lega che ha preteso ed ottenuto da Marsilio la Sua rimozione da Assessore regionale. Era consapevole del rischio a cui andava incontro? 

Ero consapevolissimo, ma lo ero altrettanto di ciò che si prospettava, e si prospetta, per la mia Città. Credo di aver dato tanto ma anche di aver ricevuto tanto da Chieti per cui ho ritenuto  giusto, corretto e doveroso anteporre l’interesse della Citta al mio personale. Aggiungo  che i miei traguardi personali sono sempre stati il frutto di un lavoro di squadra, di tanti amici che mi hanno chiesto di fare questa scelta e non potevo tradire la loro fiducia.

 

Con il senno di poi rifarebbe la stessa cosa?

Non solo la rifarei, ma lo rifarei ancora  più convinto perchè i fatti mi hanno e ci hanno  dato ampiamente ragione. Purtroppo per Chieti.

 

Con la Sua uscita dalla giunta Marsilio oggi Chieti è l’unica città capoluogo di provincia abruzzese a non avere  un proprio rappresentante nel governo regionale. Secondo Lei, al di là dell’anomalia politica,  potrebbe anche determinarsi il rischio di una minore attenzione istituzionale della regione verso la città di Chieti?

Non è una domanda che deve rivolgere a me ma a quella parte del cdx che prima ha voluto perdere poi ha determinato questa situazione. Credo che, purtroppo, a conti fatti ci abbia rimesso sia quella parte del cdx e sia soprattutto la Città.

 

Secondo Lei il centrodestra a Chieti è da ricostruire da capo? E  su quali basi?

Assolutamente bisogna ricreare armonia e superare le divisioni. In  politica non si cresce e non si vince se non si superano divisioni e personalismi. Potrei fare cento esempi, anche i più recenti, di posizioni intransigenti superate in meno di 24 ore.

Forza Italia a Chieti nell’ultimo decennio si è identificata con Mauro Febbo. Un binomio indissolubile anche per il futuro?

Come ho già detto, ritengo di aver fatto tanto ma di aver ricevuto anche tanto dalla mia Città. Per quanto mi riguarda sarò impegnato in politica ancora per diverso tempo e poi, come sempre, saranno gli elettori e quindi i miei concittadini a decidere.

 

Lei, nell’ultimo anno, prima ha attaccato frontalmente insieme a tutto il gruppo consiliare di Forza Italia il Sindaco Di Primio, poi ha dichiarato “guerra politica” a al candidato sindaco Di Stefano. Tutti e due di centrodestra e tutti e due Suoi ex amici. Cosa è successo?

Sicuramente non c’è stato nulla di personale ma fatti amministrativi, politici e partitici che peraltro hanno coinvolto in maniera importante se non prioritaria miei amici.

In un ipotetico gioco della Torre, Lei chi salverebbe tra: Di Stefano, Di Primio e Legnini?

A questa età si gioca diversamente.

 

Mauro Febbo sindaco di Chieti, Le suona bene?

Ritengo che ogni politico voglia fare il Sindaco della propria Città. Si è votato meno di sei mesi fa è prematuro parlarne.

Grazie e buon lavoro.

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