Paride Massari, Magister della Comunità MASCI Chieti 1° ha fortemente voluto la realizzazione di questo Ciclo di Incontri culturali alla Biblioteca Bonincontro e i risultati gli hanno dato certamente ragione.
Martedì 4 aprile, Aurelio Bigi affronterà un argomento di grande interesse e lo farà con le profonde conoscenze acquisite con anni di studi e approfondimenti.
Inizierà a individuare le prime esperienze confraternali abruzzesi e seguirà l’evoluzione di queste tenendo ben presente quanto avveniva a livello italiano ed europeo. Accennerà ai due grandi eventi nazionali (la Devozione generale di Perugia del 1260 e i Movimenti dei Bianchi del 1399) e alle prime Compagnie abruzzesi del XIII e XIV secolo di Penitenti, Disciplinati, Flagellanti, delle Compagnie della Scopa, della Frusta, della Misericordia.
In Abruzzo si passò da meno di 20 aggregazioni laicali aperte tra il XIII e XIV secolo, a circa 40 presenze nel XV secolo per arrivare alle oltre mille confraternite attive a fine Seicento.
Sodalizi allora ricchi, grazie ai lasciti, donazioni, questue, versamento quote mensili pagate dai confratelli e dagli iscritti ai Monti di Morte.
Neanche la più piccola parte di queste somme era utilizzata dai confratelli, ma era tutta impegnata per opere di carità e di assistenza, nonché per costruire e ristrutturare chiese e cappelle e per curare la manutenzione di questi edifici sacri e per abbellirli con opere d’arte che commissionavano a valenti artisti locali e non (altari, cori lignei, banchi, tele, sculture, ecc.).
Ricchezza che non poteva passare inosservata e che creò un lungo conflitto tra lo Stato e la Chiesa sul chi doveva controllare e gestire questa imponente ricchezza economica e sociale. Il tutto arrivando sino ai giorni d’oggi che vedono Chieti quale città abruzzese con un maggior numero di Confraternite attive: alcune di vecchia datazione, altre recentemente erette.
Nel corso dell’Incontro, il Gruppo dei Cantori di Chieti, diretti dal M° Fabio D’Orazio, faranno ascoltare alcuni canti della Passijone: melodie spesso millenarie tramandate da padre in figlio, provenienti da Montecassino e diffusesi per tutto il meridione e specialmente nella zona suburbana di Chieti.
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