L’intervento del prof. Giuseppe Mrozek verterà sulla rivolta che divampò nel Regno di Napoli tra il 1647 e il 1648, la rivolta universalmente nota per il nome del pescivendolo che ne fu l’autentico protagonista per i primi dieci giorni: Masaniello. Il suo intento sarà quello di fornire una sintesi di come gli storici hanno interpretato questo grande evento, passando da una lettura in chiave proto-nazionalista (in epoca risorgimentale e fino ai primi decenni del Novecento), a una prevalentemente sociale (la rivolta della fame, dei poveri, contro le tasse, le prepotenze dei nobili e il malgoverno spagnolo), fino a un’interpretazione più propriamente politica, sviluppata negli ultimi anni e alla quale anche Mrozek ho contribuito. La rivolta del 1647-48 fu cioè una rivolta trasversale ai ceti sociali, in cui si mischiarono varie tematiche e che non può essere compresa se non all’interno della grave situazione di crisi che stava vivendo la monarchia spagnola, di cui il Regno di Napoli era parte, negli anni Quaranta del Seicento. In questo contesto, le province di Abruzzo Ultra e Abruzzo Citra furono le prime a ribellarsi, sull’esempio della capitale, e le ultime ad arrendersi. La seconda parte dell’intervento verterà dunque sui temi e sulle motivazioni delle rivolte negli Abruzzi, in cui si intrecciarono tematiche politiche, rivendicazioni sociali, conflitti tra patriziati cittadini e autorità spagnole e proteste antifeudali.
Nonostante il suo cognome, il prof. Mrozek ha studiato a Chieti (Liceo classico G. B. Vico) e, dopo il dottorato di ricerca in Storia conseguito a Roma Tre nel 2012, ho peregrinato un po’ tra l’Italia e l’Europa. È tornato in pianta stabile a Chieti nel 2022, come ricercatore di Storia Moderna, presso l’Ateneo D’Annunzio, Dipartimento di Lettere, Arti e Scienze Sociali. È uno specialista di storia politica e culturale dei secoli XVI e XVII, con particolare attenzione al contesto della monarchia degli Asburgo di Spagna. Si è occupato del governo della corte di Madrid durante il regno di Filippo III (1598-1621), dei rapporti tra Madrid e il regno di Napoli tra Cinque e Seicento, della specifica figura del cardinale-arcivescovo Ascanio Filomarino (1584-1666) e del ruolo politico svolto dalle principali famiglie aristocratiche nella storia del Regno di Napoli (1598-1665). Quest’ultimo tema è al centro del suo ultimo libro, in uscita per l’editore Viella di Roma, dal titolo “Nobili inquieti. La lotta politica nel Regno di Napoli al tempo dei ministri favoriti (1598-1665).
Il Presidente dell’AVIS comunale di Chieti, Tullio Parlante evidenzia con soddisfazione come questi Incontri stiano crescendo sempre più di livello e facciano registrare sempre un gran numero di pubblico interessato.
Questo ciclo di appuntamenti è curato da Aurelio Bigi che si è avvalso, per gli Incontri di natura storica, della preziosa collaborazione della Scuola di Studi Umanistici e del DiLASS (Dipartimento di Lettere, Arti e Scienze Sociali) dell’Università G. d’Annunzio.
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