di Antonio De Luca
Il ritiro di Fabio Quagliarella non è poi così tanto un fulmine a ciel sereno. Egli stesso in una recente intervista ha dichiarato, a 40 anni, di esser svincolato ma anche in condizioni fisiche inaccettabili per poter eventualmente accettare nuovi contratti per cui si prenderà del tempo per capire cosa fare nel prossimo futuro.
Fabio Quagliarella chiude la sua carriera con 28 presenze in Nazionale e 9 reti, con 556 presenze in serie A e 182 gol realizzati, molti di pregevole fattura di cui alcuni (non pochi) realizzati a Chieti.
Nella città teatina (in serie C) arrivò nel 2003, a 19 anni, in prestito dopo essersi affermato nelle giovanili del Torino.
In quel Chieti, allenato da Piero Braglia, collezionò 10 presenze e 2 reti; a fine stagione la decisione della società fu quella, felice, di confermare quello che divenne uno dei grandi bomber della storia neroverde; ed infatti Quagliarella realizzò in quell’anno 17 gol in 32 presenze in una squadra che regalava spettacolo e sensazioni di promozione. Nel 2018 Fabio ha ricevuto il Premio Prisco e non è mancato alla festa del Centenario.
La carriera del bomber di Castellammare di Stabia è stata contrassegnata da ogni tipo di realizzazione: di tacco, dalla distanza, in acrobazia, un assoluto talento.
Il resto della sua carriera è storia ma la cosa importante è che Fabio è un punto fermo della storia calcistica teatina ed è altrettanto vero e bello che questo rispetto e questo ricordo sia reciproco.
