“Finalmente l’uomo dai mille volti e dalle mille facce, butta via l’ultima maschera: dopo 55 mesi di accuse rivolte ad altri e di promesse non mantenute, certifica la sua incapacità e quella di tutta la truppa sgangherata che lo attornia, affidandosi – sono sue parole – alla “speranza” legata al nuovo innesto in giunta.
Dunque, da oggi la comunità teatina non deve fare affidamento sulla competenza ovvero sulle capacità progettuali, ma è costretta a contare sulla buona sorte o, come Zzi Ntoni nei Malavoglia, sulla Provvidenza”. Lo scrivono i consiglieri comunali di FDI Carla Di Biase , Giuseppe Giampietro e Roberto Miscia che spiegano: “Scorrendo poi la nota di Ferrara, infarcita di ovvietà e tanta melassa, nulla si comprende circa i veri motivi che hanno determinato la defenestrazione dell’avvocato Cassarino, presentato non meno di un anno fa come tecnico esterno qualificante per capacità tecniche e competenze. Nel congedarlo, infatti, il sindaco, lo ringrazia e lo elogia, ma lo sbatte fuori dalla compagine di governo cittadino per “la necessità di perseguire gli obiettivi di mandato” e per “il buon andamento dell’azione e dell’attività amministrativa”. Se non fosse in ballo la sorte della città, parafrasando un noto comico italiano, verrebbe da chiedersi se questi tizi “sono del mestiere”.
La verità che Ferrara, Febo e De Cesare non hanno il coraggio di dire è che hanno una paura matta di tornare a casa anzitempo per mano del gruppo di Silvio Di Primio, che mal ha digerito quanto accaduto negli ultimi Consigli Comunali. E allora, quale miglior soluzione di una nuova poltrona lautamente retribuita?
Un’operazione meramente politica, figlia di logiche spartitorie che tanto male fanno all’immagine di Chieti e che non apportano nessun positivo contributo all’azione di governo.
Quanto al nuovo innesto, a cui rivolgiamo i migliori auguri di buon lavoro, il cui curriculum Ferrara ha tenuto ad illustrare, anche noi ci affidiamo alla speranza. Nessuna novità per un nome che abbiamo già visto all’opera in passato e lo ricordiamo per essere stato il capo di gabinetto di un sindaco uscente che, grazie a quell’operato non è riuscito neanche ad arrivare al ballottaggio belle successive amministrative. Il tutto ci lascia molto dubbiosi sul fatto che quesobrimpasto possa lasciare un’impronta degna di essere ricordata negli anni.
Infine – concludono Carla Di Biase , Giuseppe Giampietro e Roberto Miscia -, leggendo le deleghe assegnate al rappresentante di Liberi a Sinistra, chiediamo agli organi preposti al controllo sulla regolarità degli atti, quando e con quali provvedimenti, alcune competenze siano state sottratte ad altri Assessori”.
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