

Il Chieti vince ancora in trasferta, supera l’imbattuto Porto d’Ascoli (1-2, gara disputata allo stadio di San Benedetto del Tronto) grazie alle reti di Luca Fabrizi in avvio di secondo tempo e di Franklyn Akammadu su rigore al 96′. Sì, il gol decisivo è giunto al sesto minuto di un interminabile recupero e le modalità con le quali è maturato il raddoppio della squadra neroverde ha scatenato la scomposta reazione di giocatori e dirigenti marchigiani, c’è stato un gigantesco assembramento finale attorno al giovane arbitro Matteo Dini (Città di Castello).
L’allenatore Lucarelli ha proposto due modifiche rispetto alla formazione sconfitta domenica scora dall’Atletico Fiuggi. Il rientro del capitano Antonio Aquilanti ha imposto l’iniziale esclusione di Matteo Consorte e il contestuale impiego in avvio (per rispettare la normativa sul numero degli under) di Romano Puglielli, con Marco Donatangelo in panchina.
Buon primo tempo del Chieti, poche le emozioni. La ripresa, invece, è stata un romanzo d’avventura con un finale da brividi, pieno di colpi di scena. Cominciamo col raccontare che i neroverdi sono passati in vantaggio con il primo gol stagionale di Luca Fabrizi, il ragazzo aquilano si è finalmente sbloccato. Ma il Porto d’Ascoli è riuscito a pareggiare nel giro di non molti minuti con l’albanese Henry Shiba, entrato dalla panchina. Da cuore in gola la coda del match. Il Chieti ha reclamato il calcio di rigore per un nettissimo fallo ai danni del giovane Mattia Di Mino. Talmente evidente l’intervento scorretto che lo stesso Lucarelli, tipo che mai perde la calma, ha protestato con veemenza. Ma il più sanguigno è stato il dirigente Mino Ianieri, espulso. Tutto finito? Nemmeno per idea. Quando già erano trascorsi 4 minuti di recupero, Dini ha accordato stavolta il rigore al Chieti (altro atterramento), sul dischetto è andato l’esperto Marco Mariani ma il portiere Finori ha respinto la conclusione centrale del centrocampista (non nuovo ad errori dagli undici metri). L’arbitro però ha fatto ripetere il penalty per la non corretta posizione dello stesso portiere marchigiano e in piazzola di tiro si è presentato (meno male) Akammadu che con grande freddezza ha trasformato la massima punizione. Alla terza marcatura il ragazzo italo-nigeriano. Epilogo caratterizzato dalle veementi proteste del Porto d’Ascoli (tutti a circondare l’arbitro), il Chieti si è tenuto lontano dal mucchio selvaggio. Anche Antonio Aquilanti, tirato fuori dalla mischia.
Domenica prossima Chieti-Fano allo stadio Angelini. Obiettivo: il primo successo interno dopo due vittorie fuori casa.

