Il ricordo di Nestore Tomeo
“Il 19 luglio del 2011 nella sua casa di Gissi moriva Remo Gaspari. Una triste ricorrenza, in questo caldissimo mese, ma non può e non deve passare sotto silenzio, perché riguarda un grande uomo e un grandissimo politico da portare ancora ad esempio esempio per chi si propone di rappresentare i cittadini chiedendo il loro consenso. Un ruolo, quello di farsi
carico delle necessità, delle attese e dei problemi presenti nel territorio abruzzese che sentiva profondamente e che
intendeva davvero come una stella cometa da seguire per raggiungere risultati positivi per le popolazioni rappresentate.
Sono passati 13 anni da quel giorno ma non sono certo sufficienti per far dimenticare quanto Gaspari, insieme al suo
collaboratore e grande amico Vitale Artese e a tanti esponenti di quella Democrazia Cristiana, ha dato per creare alla sua
terra e al suo popolo, attraverso la sua lungimirante azione politica, occasioni di riscatto dalla atavica miseria e
occasioni di sviluppo. Quella che aveva messo in campo, sotto la sua guida, era una squadra fatta di persone appassionate
e competenti che chiamava sempre ad agire per affrontare e risolvere tanti problemi. Una grande e ben riuscita operazioni
tesa a riscattare il territorio da ogni antico limite allo sviluppo e alla convivenza per per avviarlo sulla via indicata
di un futuro migliore, come considerava il punto di arrivo del suo impegno politico. Ci sono tanti fatti, tanti esempi luminosi a dimostrare quanto Gaspari ha fatto per la sua gente, ma c’è una sia dichiarazione, rilasciata in una intervista televisiva, che vale una straordinaria e splendida sintesi dell’azione fatta in favore dell’Abruzzo e del suo paese. Sono parole e considerazioni fatte quando già aveva scelto di farsi da parte, dopo essere stato eletto con enormi suffragi dagli abruzzesi per 10 volte deputato e aveva ricoperto per ben 16 volte il ruolo di ministro. Disse allora: “Dopo tanti anni di attività politica posso dire che la mia più grande soddisfazioni è legata al fatto che quando iniziai dal mio paese e da tanti altri di questa regione gli autobus partiva pieni e tornavano vuoti, con l territorio falcidiato dall’emigrazione; quando ho lasciato quegli autobus tornavano pieni e ripartivano vuoti…”. Sono passati tanti anni da quando ci ha lasciato, ma chi ha vissuto quelle intense stagioni che lo hanno visto protagonista della vita politica non solo abruzzese ha il dovere, di cui mi faccio ogni ricorrenza pieno carico, di esternare ancora un profondo grazie a tanto uomo a cui la sua terra deve davvero eterna riconoscenza”.
