Siamo a Luglio, tempo di ferie, di vacanze e anche di resa dei conti. Ovvero è il momento in cui, dopo un anno di lavoro, si scarica la tensione cercando il relax altrove. Al mare, in montagna o un giro culturale presso una capitale. Spesso però bisogna fare i conti anche con una stanchezza cronica che, ahimè, non è facile da debellare. E nel mondo industrializzato di oggi con i ritmi sociali che portiamo avanti, il mal di schiena cronico è una piaga non indifferente.
Ma vediamo in dettaglio i “numeri” di questo disagio muscolo-scheletrico, indi posturale, le percentuali epidemiologiche della popolazione, attraverso i riferimenti del GBD (Global and National burden disease), PubMed e The Lancet.
L’organizzazione Mondiale della Sanità (OMS, ente sanitario dell’ONU, nata nel 1946 a New York e con sede a Ginevra) stima che in tutto il globo ben 619 milioni di persone soffrono di mal di schiena cronico “aspecifico”, ovvero il maggior disturbo posturologico dell’essere umano. Siamo intorno all’80% della popolazione, dunque un dato esorbitante.
Il mal di schiena colpisce entrambi i sessi e qualsiasi tipo di popolazione, con una lieve influenza maggiore nel sesso femminile; diciamo che un episodio di lombalgia non fa sconti a nessuno, nel senso che più o meno tutti abbiamo sperimentato un mal di lombi. Gli americani lo chiamano low back pain (LBP) ossia basso mal di schiena, proprio ad identificare la localizzazione nel tratto lombare, poiché anche un dolore cervicale e/o un dolore dorsale può essere identificato come dolore di colonna vertebrale. Nel linguaggio comune siamo abituati ad attribuire il mal di schiena alla parte bassa.
Il Global Burden of Disease nel 2020 ha identificato 1 persona su 13 nel mondo che ha una sofferenza cronica e,dal 1990 ad oggi,il problema è aumentato del 60%, quindi più della metà. Alcune stime ipotizzano che nel 2050 avremo un 36% in più del disagio muscolo vertebrale, un dato non molto favorevole.
Il Chronic Primary Low Back Pain è dunque il mal di schiena cronico che in un soggetto supera i tre mesi di dolenzia, e nel 21% dei casi i soggetti ne soffrono per la durata di un anno intero. Le stime e le ricerche dell’oms e di altri enti di statistica, cercano di determinare i “rischi e benefici” così da aumentarne lo spettro della prevenzione generale attraverso le LG, o meglio le linee guida.
In epidemiologia il mal di schiena cronico ricopre una fascia di età che va dai 15 anni agli 85 anni, chiaramente in forma e in eziologia diversa. Un adolescente può sviluppare una rachialgia dell’età evolutiva mentre un anziano un mal di schiena da degenerazione osteoarticolare.
Attività domestiche di media entità, di obbliga esecuzione e scontate dal punto di vista meccanico, rappresentano una delle principali cause di innesco di una cronicità lombare, in particolar modo nel sesso femminile; è stato riscontrato come il semplice rifacimento del letto, sia una causa che possa scaturire disturbo posturale lombosacrale.
Resta pertanto il principale disturbo/disabilità a livello globale, con la maggior richiesta di astensione dal lavoro per impedimento fisico. Il grande passo dell’essere umano è aver intrapreso in maggior misura l’esecuzione di un’attività posturale e di ginnastica medica ai fini della prevenzione oltre che del trattamento, e speriamo avanzi sempre di più il dato delle adesioni in tutto il mondo così da far fronte alle previsioni del 2050, ove i pazienti con disabilità lombosacrale è destinato ad aumentare.
Infine, il dato sorprendente è che il mal di schiena cronico di natura “aspecifica”, così come lo chiama anche la letteratura scientifica, viene risolto nell’88-92% dei casi con un percorso di rieducazione posturale e di ginnastica medica, una percentuale positiva altissima a giustificare e confermare la validità del lavoro posturale e la necessità, quasi obbligatoria ormai, nel frequentare un protocollo/percorso clinico Posturologico.
Dunque, come solito monito, agire di prevenzione, ossia cercare di anticipare i tempi di un’ipotetica insorgenza algica lombare.
Una buona estate a tutti i lettori de il Giornale di Chieti e tutto lo staff Editoriale
Dr MARCO STRONA
