“Apprendiamo dagli organi di stampa che tra le opere finanziate con i fondi PNRR, tra quelle a rischio in quanto i lavori non rispettano le stringenti tempistiche previste dai predetti fondi, la metà sono cantieri iniziati nel Comune di Chieti (quattro su otto)”. Lo scrivono in una nota stampa i consiglieri comunali di FDI Carla Di Biase, Giuseppe Giampietro e Roberto Miscia che spiegano: “Per noi consiglieri non è una sorpresa, sin dall’inizio abbiamo espresso preoccupazione sull’esecuzione di queste opere. La fretta con cui sono state cantierate in concomitanza, per nascondere l’inerzia, la mancanza di progettualità di questa amministrazione, rischia di trasformare la città in un mega cantiere nella sua parte centrale creando disagio per i cittadini. Oltre a vedere fondati i nostri dubbi siamo coscienti delle serie conseguenze che tutto questo può portare a danno della città oramai al collasso sotto tutti i punti di vista (politico, amministrativo, culturale e turistico). La preoccupazione più grande però, è quella che vede coinvolto l’ Istituto superiore Luigi di Savoia, dove gli studenti sono stati indirizzati verso altri istituti, privati delle aule laboratorio, fondamentali per i loro corso di studio. Quello che sta avvenendo – concludono i consiglieri comunali di FDI – avvalora la tesi urlata da sempre a gran voce, si procede a tentoni senza una visione di insieme, senza una programmazione, senza saper dare risposte alla città con il solo scopo di mantenere posti e poltrone”.
Ultime notizie da Blog
Un pomeriggio qualunque, nel cuore della città, si è trasformato in tragedia poco dopo le 17
Sarà Massimiliano Gallo il protagonista del nuovo appuntamento della stagione di prosa del Teatro Marrucino, diretta
Giovanni Legnini ha inaugurato questo pomeriggio il comitato elettorale di Chieti Scalo, in via della Colonnetta,
Nel pomeriggio di oggi il sindaco di Chieti Diego Ferrara ha firmato l’ordinanza di l’Ordinanza che
Franco Zappacosta Chieti Calcio Femminile-Jesina si gioca domani (ore 15.30) allo stadio Pallozzi di Sulmona. L’indisponibilità
