Guardiagrele: il Consiglio comunale non revoca la cittadinanza onoraria a Mussolini e il centro sinistra attacca: “Occasione persa e brutta pagina”

“Come gruppo “Guardiagrele il bene in comune” esprimiamo tutto il nostro rammarico e il nostro disappunto per la mancata approvazione in Consiglio Comunale di tre proposte di deliberazione, tutte nel segno di un impegno concreto nella riaffermazione dei valori dell’antifascismo,
pilastro fondante del dettato costituzionale”. Inizia così la  nota del gruppo “Guardiagrele il bene in comune” all’opposizione in consiglio comunale dopo la seduta dello scorso 26 febbraio nella quale la maggioranza di centrodestra ha respinto tre ordini del giorni. “Avevamo proposto – precisano dal gruppo consiliare – la revoca della Cittadinanza onoraria di Guardiagrele attribuita nel 1924 a Benito Mussolini, la promozione della sottoscrizione alla legge di iniziativa popolare contro la propaganda e diffusione di messaggi inneggianti al fascismo e l’adesione all’ Anagrafe Nazionale Antifascista, nata intorno alla Carta di Stazzema alla base della quale c’è la convinzione che “essere antifascisti è una battaglia di civiltà: è l’affermazione un universo di idee e di valori opposti ai totalitarismi”. Per quanto riguarda la revoca della Cittadinanza onoraria a Mussolini ” è stato eccepito che tale atto avrebbe comportato la cancellazione di una pagina della storia della Città e che la concessione va contestualizzata all’interno del panorama socio-politico dell’epoca – prosegue la nota. A questa considerazione rispondiamo con forza che una pagina della storia non può in ogni caso essere cancellata e non ne abbiamo mai avuto l’intenzione. Avremmo voluto scrivere, invece, una nuova pagina nel segno dei valori democratici sulla scia delle tante iniziative portate avanti negli scorsi anni come la concessione della Cittadinanza all’ ANPI, all’Associazione Brigata Maiella, ad Amnesty International, alla Senatrice Liliana Segre, l’anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo, il ricordo delle leggi razziali, le celebrazioni per il 75° anniversario della nostra città grazie ai patrioti della Brigata Maiella. Ci è stato detto – sottolinea la nota – che l’antifascismo è un tema divisivo e per questo da accantonare. Ebbene sì, in questo caso, noi volgiamo essere divisivi e di parte. Non si tratta – si legge ancora nella nota – di dividere l’arco costituzionale, ma di ribadire il confine netto e ben definito tra chi è parte di un sistema di valori democratici e chi no. Si è trattato di un’occasione persa e di una brutta pagina per la politica cittadina e, soprattutto un segnale di debolezza di pessimo esempio verso i più giovani. Tralasciare il discorso sui principi o rinchiuderlo all’interno di una dimensione privata significa svilire il dibattito democratico e ridurre l’azione di governo a semplice amministrazione del contingente senza il respiro di una visione prospettica ampia e qualificata, tanto più necessaria in un momento in cui siamo chiamati a ricostruire tanti aspetti del nostro tessuto socio-economico. Crediamo, infine – conclude la nota – che il Fascismo non sia mai consegnato alla storia una volta per tutte, ma che, come ricordava Umberto Eco, “può ancora tornare sotto le spoglie più innocenti. Il nostro dovere è di smascherarlo e di puntare l’indice su ognuna delle sue nuove forme, ogni giorno”. A nulla può valere l’invocazione della libertà di opinione dal momento che il fascismo certamente non è opinione, ma un reato. Tutti siamo chiamati a vigilare e chi non vigila è gioco forza complice”. Chiaramente – conclude la nota – il nostro impegno prosegue e invitiamo a sottoscrivere presso gli Uffici dello Stato Civile la proposta di legge promossa dal comune di Stazzema mentre ci avviamo a promuovere altre iniziative perché i principi, i diritti e le libertà della Costituzione repubblicana e antifascista siano continuamente riaffermati”.

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