“L’amministrazione comunale di Chieti, guidata dal sindaco Diego Ferrara, si trova al centro di una evidente contraddizione politica”. Lo dicono in una nota stampa i consiglieri di F.lli d’Italia al Comune di Chieti Carla Di Biase, Roberto Miscia e Giuseppe Giampietro che spiegano: “Da un lato, firma un protocollo d’intesa con l’università d’Annunzio e la Camera di Commercio per il rilancio del centro storico, ponendo la sinergia tra istituzioni come pilastro di una strategia di valorizzazione. Dall’altro, con la decisione di bloccare la vendita del San Camillo al Ministero della Giustizia, mina concretamente ogni possibilità di sviluppo integrato per la città alta. Questa scelta rappresenta non solo un’occasione mancata, ma un grave danno agli interessi collettivi e al futuro di Chieti.
La vendita del San Camillo avrebbe consentito di avviare un processo virtuoso di riqualificazione urbana e funzionale. Il trasferimento del Tribunale in quell’area avrebbe rivitalizzato una zona oggi abbandonata, permettendo la riunificazione degli uffici giudiziari in un unico stabile. Contestualmente, la liberazione dell’attuale edificio del Tribunale, situato nel cuore del centro storico, avrebbe creato spazi strategici per l’università d’Annunzio, dando vita a una presenza studentesca che avrebbe animato la città alta e stimolato l’economia locale. Inoltre, i 6,3 milioni di euro ricavati dalla vendita sarebbero stati destinati anche alla ristrutturazione dell’ex Ospedale SS. Annunziata, un intervento cruciale per offrire nuovi servizi sanitari alla popolazione della parte alta della città e per ripopolare ulteriormente il quartiere.
La decisione del Consiglio Comunale di vincolare il San Camillo a una funzione esclusivamente sanitaria, precludendone la vendita, ha di fatto bloccato questo processo. È una scelta incomprensibile e miope, che ostacola uno sviluppo sinergico tra ASL, università e Tribunale, tre attori fondamentali per il rilancio del capoluogo teatino.
Mentre la giunta Ferrara parla di collaborazione istituzionale e di strategie per rivitalizzare il centro storico, agisce in modo opposto, dimostrando una totale mancanza di coerenza politica e programmatica”.
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