Gli alunni del Liceo Classico “G.B. Vico” approdano alle Finali Nazionali di Robotica

Ancora un importante successo per il Liceo classico e il Liceo classico europeo “G. B. Vico” di Chieti, diretti dal Rettore-Dirigente Paola Di Renzo: due alunni e due alunne approdano alle finali nazionali del progetto Lab2Go ROSITA, acronimo che sta per Rover Spaziale Italiano, realizzato dall’ASI, Agenzia Spaziale Italiana, e dal Dipartimento di ingegneria informatica, automatica e gestionale “Antonio Ruberti” dell’Università “La Sapienza di Roma. A fare da tutor promotore del progetto e a preparare i ragazzi è stata la Prof. Daniela Zannerini, docente di matematica e fisica, che accompagnerà anche gli studenti alla fase finale nazionale della gara che si disputerà il 10 febbraio a Fano. Scopo del progetto è promuovere, sviluppare e diffondere la ricerca scientifica nel campo spaziale e robotico, ispirando e stimolando le nuove generazioni allo studio/apprendimento delle discipline scientifico-tecnologiche, oltre naturalmente alla capacità di lavorare in team. I quattro alunni, guidati dalla professoressa, hanno seguito da ottobre un corso on line per imparare a programmare in linguaggio Phyton: un rover, un piccolo robot che ha il compito di simulare una missione su Marte per cercare tracce di vita passata. I ragazzi e le ragazze che hanno imparato a programmare il rover da remoto sono Maria Cristina Cieri del 4C Liceo Classico Europeo, Lara Clivio, Massimo Cavallo e Leonardo Pompilio della 5B del Liceo Classico con Potenziamento di Matematica. Un risultato lusinghiero e di assoluto rilievo per il Liceo “G.B. Vico”, che si conferma una scuola aperta alla “persona”, all’innovazione e alla ricerca nel costante riferimento alla cultura classica che integra e compenetra i saperi e i campi del sapere: così, dal greco alla robotica, dalla filosofia all’IA, il liceo teatino resta un indiscusso riferimento formativo ed educativo per le generazioni che guardano al futuro. Sempre più spesso si parla di robotica e intelligenza artificiale. I campi di applicazione sono molteplici e sempre più affascinanti, come ad esempio quello spaziale. Quando parliamo di “spazio” in genere ci ritroviamo a pensare a mondi lontani, a galassie e stelle lucenti, a pianeti inesplorati e a simpatici alieni. Lo spazio in senso lato però è tutto ciò che ci circonda, è la dimensione dell’esistenza stessa e quindi della scoperta, del moto, dell’indagine. L’idea è quella di esplorare il concetto stesso di spazio e del modo in cui la sua percezione può essere facilitata e potenziata grazie alla robotica educativa. Per tale scopo è stato progettato un rover: ROSITA. Attraverso il progetto ROSITA discipline come la robotica, l’intelligenza artificiale e lo spazio entrano a scuola; è un progetto rivolto agli studenti di diverse età, i partecipanti, suddivisi in team di 4/5 studenti, avranno la possibilità di costruire (parte hardware), programmare (parte software) il rover e partecipare a delle competizioni su un “suolo marziano”. Il rover ”pilotato” attraverso una interfaccia differenziata a seconda dell’età ha come scopo quello di cercare tag appositamente disseminati nell’ambiente che rappresentano tracce di vita passata!I team potranno quindi emulare il controllo di una missione di esplorazione spaziale remota. Attraverso l’utilizzo del rover i concetti dell’esplorazione planetaria, della robotica, dell’intelligenza artificiale saranno esplorati e messi in pratica. Inoltre, gli studenti svilupperanno competenze trasversali quali il lavorare insieme, il saper risolvere e affrontare problemi in tempi brevi, ragionare in modo critico sul percorso formativo.

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Now, here in Manhattan, the spell is broken, and we live again! We are defenders of the night! We are Gargoyles! Scout troop short a child, Khrushchev’s due at Idelwyld… Car 54, where are you? Harlem that’s backed up.

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