Il sindaco di Chieti, Diego Ferrara, replica con fermezza alle critiche dell’ex assessore regionale Mauro Febbo riguardo alla gestione del dissesto idrogeologico nella città. Attraverso una nota ufficiale, Ferrara ha espresso anche le sue scuse formali a diverse istituzioni e realtà scientifiche per le affermazioni ritenute “incredibili” dell’ex amministratore.
«Mi scuso con la Protezione Civile regionale e nazionale, con la Facoltà di Geologia dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, con il ministro Musumeci e con il plenum della Commissione d’inchiesta per il rischio idrogeologico, riunita qui qualche settimana fa, per le incredibili affermazioni dell’ex consigliere ed ex assessore Mauro Febbo», ha dichiarato Ferrara. «Il dissesto idrogeologico di Chieti non è una mia invenzione, ma una realtà che l’Amministrazione sta affrontando con la Regione e il Ministero. Se ne faccia una ragione».
Il sindaco ha ironizzato sulla nuova “competenza geologica” di Febbo, ricordando come l’ex assessore si fosse già distinto in passato per interventi su temi urbani meno tecnici, come le cromie di Piazza San Giustino. «A questo punto, sento il dovere di porgere umilmente le mie scuse a tutte le istituzioni e alla comunità scientifica con cui collaboriamo costantemente per affrontare la vulnerabilità della città», ha aggiunto Ferrara, sottolineando il lavoro sinergico con la Protezione Civile, la Facoltà di Geologia e gli uffici ministeriali, anche nella fase post sisma.
Il primo cittadino ha definito «totalmente infondate» le teorie di Febbo, ipotizzando che si tratti di un tentativo di «dire qualcosa in campagna elettorale». «La vulnerabilità di alcune aree di Chieti non è un esercizio retorico, ma un dato tecnico oggetto di monitoraggio e di interventi amministrativi seri», ha spiegato Ferrara. «Grazie alla nostra azione di prevenzione attiva si sono evitati scenari peggiori».
Ferrara ha inoltre ricordato il riconoscimento a livello nazionale da parte del ministro Nello Musumeci, che ha citato Chieti come esempio concreto di applicazione del nuovo decreto governativo sulle calamità naturali. «Chi oggi parla di “danni all’immagine” dovrebbe spiegare a circa 200 persone che hanno perso la casa da che parte sta: se preferisce il silenzio al rischio, la propaganda alla sicurezza o la nostalgia alle responsabilità».
Il sindaco ha concluso con una critica alle amministrazioni di vent’anni fa, che «non sono state in grado né di cambiare né di incidere sulla situazione di rischio della città». «Oggi esiste una criticità che va affrontata con serietà, trasparenza e competenza tecnica, coinvolgendo tutte le forze politiche, compresa la sua», ha detto rivolgendosi direttamente a Febbo. «La sicurezza dei cittadini non è materia per nostalgie o narrazioni consolatorie, ma per amministratori responsabili e azioni concrete con enti e istituzioni competenti. Come Chieti sta facendo oggi».