Il sindaco di Chieti, Diego Ferrara, risponde, pur non nominandolo, al suo predecessore Umberto Di Primio che in un lungo post su Facebook, lo ha accusato di essere attaccato alla poltrona e allo stipendio. Di seguito pubblichiamo l’intervento del primo cittadino.
“Nel ribadire che le sentenze vanno commentate una volta lette, cosa che io e la mia maggioranza stiamo facendo e faremo, vorrei rassicurare la comunità del fatto che non sono attaccato alla poltrona di sindaco come qualcuno va dicendo, poltrona oggi fra le più scomode e complesse di sempre, ma sono invece molto preoccupato per la città, per questo resterò a governarla, come farebbe qualsiasi altro amministratore capace di agire mettendo il bene comune prima di ogni altra cosa e, soprattutto, prima del proprio tornaconto – dice Ferrara.
Chi mi accusa questo lo sa bene, lo spiega la violenza dei toni e l’ineleganza usata per cercare di colpire la mia dignità, probabilmente dettati anche dalla mancanza di un ruolo politico attivo a Chieti e nella realtà abruzzese. Come lo sa la città, che sa bene chi sono io come persona e, da due anni e mezzo a questa parte, mi conosce come sindaco del momento più difficile della nostra storia, gente che ben conosce anche chi c’era prima e ha governato per 10 anni con i risultati che ora tutti sappiamo. In genere chi giudica e accusa, come fa l’emerito in modo così violento e scomposto e, cosa rischiosissima, prima di leggere ciò che hanno scritto i giudici nelle loro motivazioni, proietta sugli altri i suoi mostri e le sue frustrazioni. Per quanto riguarda me, posso solo dire di avere la coscienza tranquilla, di aver fatto davvero tutto il possibile per la mia città e di essere pronto a farlo ancora, perché personalmente posso guardare negli occhi la mia comunità che ho curato per oltre 40 anni e farlo oggi con l’onestà di un sindaco che è però anche padre, nonno e teatino orgoglioso, senza dover ricorrere a sotterfugi e calcoli politici, farlo, insomma, come un uomo libero. Umanamente – conclude Ferrara – mi dispiace di aver suscitato tanto livore negli ex e in qualcuno dell’attuale minoranza, così come, di contro, mi spiace di dover diventare il capro espiatorio di chi non sa cos’altro dire alla città, ma tant’è”.
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