Ex Pescheria, Forza Italia all’attacco: “Procedura illegittima e senza trasparenza”

Si accende lo scontro politico a Chieti sull’assegnazione dei locali di pregio dell’ex Pescheria. I consiglieri comunali di minoranza Mario De Lio, Stefano Costa e Damiano Zappone hanno presentato un’interrogazione urgente contro la Determinazione Dirigenziale n. 1162 del 31 dicembre 2025, con cui l’amministrazione ha avviato la procedura di concessione dello storico immobile.

Secondo i firmatari, l’atto sarebbe viziato da “gravi anomalie procedurali” tali da violare il Regolamento comunale e le direttive del Ministero dell’Interno. Nel mirino finisce in particolare l’avviso pubblico, ritenuto dall’opposizione “di fatto costruito su misura”.

I consiglieri denunciano infatti che il provvedimento faccia esplicito riferimento a una proposta progettuale presentata da un’associazione già nel settembre 2025, mesi prima della pubblicazione dell’avviso e mentre i lavori sull’immobile erano ancora in corso. Un elemento che, secondo De Lio, Costa e Zappone, avrebbe creato un vantaggio competitivo inaccettabile. “Pubblicare un avviso di soli 15 giorni per progetti complessi legati ad arte e innovazione, sapendo che un soggetto ha già il progetto pronto da mesi, svuota di significato il principio della par condicio”, affermano.

Nel testo dell’interrogazione viene inoltre evidenziata la presunta violazione degli articoli 12, 16 e 20 del Regolamento comunale approvato con Delibera del Consiglio comunale n. 189 del 2022. Il regolamento prevede infatti l’attribuzione di punteggi numerici e la formazione di graduatorie di merito, mentre l’avviso contestato stabilisce che “non sono previste graduatorie o punteggi” e che l’amministrazione si riserva una “insindacabile libertà” nella scelta del beneficiario.

Un’impostazione che, secondo l’opposizione, risulta ancora più grave alla luce della situazione finanziaria dell’ente. Chieti si trova infatti in stato di dissesto ed è sottoposta alla vigilanza del Ministero dell’Interno. In questo contesto, l’assegnazione di un bene pubblico di alto valore storico a canone ridotto, senza una procedura competitiva e trasparente, potrebbe configurare un rischio di danno erariale. “Non si può parlare di risanamento – sottolineano i consiglieri – se poi i beni pubblici vengono gestiti con criteri discrezionali e ‘insindacabili’, come se fossero proprietà private della Giunta”.

Con l’interrogazione, De Lio, Costa e Zappone chiedono chiarimenti al sindaco e all’esecutivo su tre punti: la compatibilità della clausola di “insindacabile libertà” con i principi costituzionali di imparzialità e trasparenza; l’eventuale valutazione del rischio di danno erariale legato alla rinuncia a una gara competitiva; e l’annullamento in autotutela dell’avviso, per ripristinare criteri di selezione equi, oggettivi e verificabili.

“L’ex Pescheria è un patrimonio di tutti i cittadini teatini – concludono – e non permetteremo che la sua gestione diventi terreno di favoritismi o di scelte opache che ignorano le regole che questo stesso Consiglio si è dato”.

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