Con una mossa a sorpresa, il sindaco Diego Ferrara si è presentato questa mattina alla conferenza stampa che le forze politiche di opposizione hanno convocato sul problema della crisi idrica che sta attanagliando la città di Chieti e soprattutto per presentare una richiesta di Consiglio comunale straordinario. Una richiesta che, peraltro, era stata appena “bocciata” in quanto mancante del numero sufficiente di firme, 5 invece di sette. E alla fine, pur sollecitato dalla capogruppo di Azione Politica, Serena Pompilio, Ferrara ha firmato, con la Minoranza, la richiesta di convocazione del Consiglio che impegna il Sindaco e la Giunta “a verificare e riferire in Consiglio comunale con l’urgenza del caso, possibilmente di concerto con gli altri Comuni della Provincia di Chieti soci di Aca spa, sullo stato degli investimenti, delle reti e della manutenzione, nonchè sugli ulteriori indirizzi dati ai rappresentanti di Aca Spa nei vari tavoli tecnici e sullo stato della loro attuazione; a sollecitare laddove occorra impegni concreti dell’Ersi Abruzzo e Aca Spa, in particolare per quanto riguarda un concreto programma di costruzione di nuovi bacini artificiali di riserva idrica e serbatoi di accumulo, risanamento dei materiali di rete e la riduzione delle perdite che causano dispersione nella distribuzione e a valutare la via di una nuova e più efficiente gestione partecipata del servizio idrico, in cui ogni ricavo rimanga sul nostro territorio e sia destinato al miglioramento delle reti e della qualità del servizio”. Alla conferenza stampa hanno preso parte i capigruppo Giampiero Riccardo (Chieti Viva), Bruno Di Iorio (già candidato Sindaco), Stefano Costa (Forza Chieti), Serena Pompilio (Azione Politica), Mario De Lio (Udc), Carla Di Biase (Fratelli d’Italia) e Mario Colantonio (Lega).
“Volevamo imporre un Consiglio straordinario, ci siamo dovuti arrabattare a fare in modo di fare una conferenza stampa dopo un diniego su una richiesta di condivisione di un problema esistente nella città che coinvolge tutti – ha detto De Lio. Solo oggi il sindaco viene in conferenza stampa, pur non invitato, sapendo che c’era una conferenza stampa, laddove c’erano i numeri per convocare un Consiglio straordinario così come prevede il Regolamento. Le Minoranze hanno lasciato aperto uno spazio per la condivisione della maggioranza che precedentemente non c’è stato, questo è il problema. Era una richiesta aperta alla maggioranza che diceva e ha sempre detto che il problema dell’acqua è un problema sociale che dovremmo condividere. L’intento principale di questo Consiglio straordinario è mettere gli attori principali ovvero Aca, Ersi, eventualmente anche la Regione, di fronte alla problematica e siccome Ersi è l’elemento a cui noi abbiamo ceduto le reti e ha dato mandato all’Aca per fare questo, l’Ersi deve monitorare, controllare e deve intervenire laddove ci sono criticità che non sono più tollerabili, così come quello sta succedendo in questi ultimi giorni e che noi abbiamo già denunciato”. “C’è stata una richiesta precedente di Consiglio straordinario, quindi laddove c’era questa condivisione avrei apprezzato di essere chiamati in Comune per trovare con la maggioranza una condivisione su questo tema che non ha colore politico – ha sottolineato la Pompilio. Quindi oggi io apprezzo che il sindaco sia venuto qui ma è venuto qui quando già c’erano i numeri per la convocazione straordinaria, quindi oggi era più che dovuta questa convocazione anche se apprezzo il gesto della firma, che non è stata spontanea ma sollecitata e quindi su sollecitazione il sindaco ha firmato la richiesta di Consiglio straordinario. Ben venga comunque la discussione sul tema per trovare soluzioni per la città. Lo scopo del Consiglio – ha aggiunto la Pompilio – è capire qual è la linea di indirizzo di questa amministrazione, visto che il 10 agosto nell’ambito del Consiglio comunale c’è stata una presa di posizione del Sindaco nella quale diceva di non voler adottare linee dure. A distanza di due giorni, a seguito di una nostra sollecitazione, dichiara di voler trovare adottare una linea dura. Per cui il Consiglio comunale serve affinchè venga dato il mandato al Sindaco per seguire una linea di indirizzo, come stabilito nell’ambito dello Statuto Aca, perchè noi non ci stiamo inventando niente. Quindi, visto che ad oggi non sono state trovate delle soluzioni tecniche, quel Consiglio straordinario servirà anche per condividere delle soluzioni tecniche che in maggioranza non sono state ad oggi trovate, perchè c’è un’analisi di quella che è la situazione idrica che avviene solo a metà agosto quando in realtà il tema è stato da me trattato in Consiglio comunale sin dal 12 marzo, dove chiedevo di stabilire quella che era la linea nei confronti dell’Aca, perchè era prevedibile sicuramente, è una siccità, una situazione epocale, ma prevedibile. L’anno prossimo ci troveremo nella stessa situazione, quindi è una situazione complessa ma che va affrontata. Non può esseere affrontata all’ultimo momento, senza programmaticità – ha concluso la Pompilio – come è stato già fatto per il Piano di riequilibrio, come è stato fatto per gli asili nido: la soluzione non può essere sempre è colpa degli altri, hanno fatto i debiti. A me non interessa, io voglio trovare soluzioni per il futuro come è stato detto in campagna elettorale” . “Il Consiglio straordinario è un atto propositivo anche nei confronti della Maggioranza che come ha ricordato al consigliera Pompilio poteva benissimo firmare e quindi far raggiungere le firme sufficienti – ha detto la capogruppo di Fratelli d’Italia Carla Di Biase. Nonostante questo apprezziamo la buona volontà del sindaco Ferrara di essere stato qui e di averci ascoltato. Ma il Consiglio straordinario ha l’obiettivo di trovare soluzioni: la maggiore soluzione è quella che individua in aumenti tariffari, perchè il problema è anche di una bollettazione altissima, fatti a fronte di investimenti sulle reti idriche, che non ci sono stati. Quindi noi abbiamo l’obbligo di verificare anche la programmazione pluriennale dei lavori pubblici dell’Aca che evidentemente non sta avvenendo, perchè se il problema è tecnico bisogna intervenire sulla rete idrica, cosa che l’ente preposto oggi non sta facendo. Quindi ci vuole un’azione collettiva , corale affinchè ci sia quella incisività politica che fino ad oggi è mancata”
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