Dopo la presentazione di “Chieti e l’Abruzzo Citeriore nel Settecento”, la scorsa settimana al Teatro Marrucino, domani, giovedì, lo scrittore e storico teatino Aurelio Bigi sarà al Museo Costantino Barbella (ore 18) per presentare il volume “Lo scoutismo cattolico in Abruzzo e Molise (1922-1974)” di cui è autore insieme con  Giovanni Santucci. Interverranno Fabrizio Marinelli, professore, presidente della Deputazione di Storia Patria in Abruzzo, e Giuseppe Finocchietti, già capo scout d’Italia Agesci.

Aurelio Bigi

“Il libro sullo scoutismo precede quello su Chieti e il Settecento, è infatti uscito un paio di mesi fa, ma varie ragioni legate alla pandemia mi hanno costretto a rivedere l’ordine delle presentazioni” spiega il dottor Bigi. Perché la narrazione abbraccia quei precisi cinquant’anni di scoutismo dal 1922 al 1974? “L’Asci, l’associazione scautistica cattolica italiana, è nata in Abruzzo, e a Chieti, proprio nel 1922, ne divenne presidente Montenegrino Orlandi che ne è rimasto massimo rappresentante fino alla morte nel 1987. Il fascismo sciolse l’associazione che cessò di esistere dal ’28 al ’45, anno in cui lo scoutismo è tornato a vivere. Il libro si ferma al 1974 perché quella è la data in cui l’Asci si fonde con la femminile Agi,  l’associazione guide italiane, formando l’Agesci, l’associazione guide e scout cattolici italiani”.

Oggi è ancora attuale lo scautismo? “Certamente sì e lo dimostrano le tante richieste che ancora pervengono per farne parte. Purtroppo mancano i capi che noi vogliamo siano sempre persone che hanno seguito un completo percorso di formazione scautistica, che siano cioè… brevettati. Il motto è semel scout semper scout. Io dico che c’è chi va agli scout e chi è scout, cioè crede nei principi e nei valori dello scautismo, da quando si è lupetti e viene privilegiato il senso del gioco, cui subentra da più grandi quello dell’avventura fino all’età adulta. Esperienze come una veglia sotto le stelle muniti di carta millimetrata e bussola ti insegnano a sentire i rumori del bosco che altrimenti non percepirai mai. Senso dell’avventura insieme alla consapevolezza delle responsabilità”. Chieti e lo scautismo, che rapporto c’è? “Ottimo e lo è stato fin dall’inizio proprio grazie all’impegno di uomini come Montenegrino Orlandi, la persona che ha indicato la strada sin dall’inizio”. E in seguito percorsa da migliaia di persone. Se ne parla in questo libro.

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