Diisocianati, il “pericolo silente” nei cantieri: la Asl Lanciano Vasto Chieti lancia una campagna di prevenzione

Si nascondono nelle schiume per i cappotti termici, nelle colle, nelle vernici delle auto e persino nei tessuti. Sono i diisocianati, un “pericolo silente” per la salute pubblica che ogni giorno viene maneggiato in centinaia di cantieri e aziende. Per alzare il livello di guardia, il Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (Spsal) della Asl Lanciano Vasto Chieti ha avviato una campagna informativa capillare. L’iniziativa, che traduce in pratica la delibera regionale n. 171/2025, punta a supportare imprese e lavoratori autonomi con una guida tecnica per gestire in sicurezza queste sostanze onnipresenti, ma insidiose.

La pubblicazione della guida, curata da Matteo Quirino, ispettore specializzato nella vigilanza sul regolamento europeo Reach per la sicurezza chimica, segna un ulteriore passo avanti nell’adeguamento alla normativa europea che ha introdotto l’obbligo del “patentino” per chi utilizza queste sostanze (Regolamento Ue 2020/1149). L’obiettivo del Servizio, diretto da Milena Rosa Monaco, è fornire strumenti chiari per gestire il rischio chimico in settori chiave dell’economia locale, garantendo che l’adeguamento normativo si traduca in protezione effettiva per gli operatori.

I diisocianati sono composti chimici reattivi e insidiosi. Il contatto o l’inalazione possono causare danni significativi: l’informativa cita asma professionale, dermatiti, irritazioni oculari e cutanee. La criticità maggiore è la sensibilizzazione respiratoria, definita nel documento come patologia “grave, irreversibile e invalidante”, che una volta innescata può scatenare reazioni anche a basse esposizioni. La mappa del rischio tracciata dallo Spsal è trasversale. I diisocianati si trovano nelle schiume isolanti e nei sigillanti edili, ma sono diffusi anche nel comparto tessile, nell’automotive (vernici e componenti) e nella produzione di mobili. Chiunque operi in queste filiere utilizzando miscele con concentrazione superiore allo 0,1% è tenuto al rispetto rigoroso delle procedure di sicurezza.

L’obbligo del “patentino” è in vigore dal 24 agosto 2023. L’utilizzo professionale è consentito solo a chi possiede l’attestato di formazione, da rinnovare ogni cinque anni. Il percorso formativo (generale, intermedio o avanzato) varia in base alla mansione svolta. La verifica va fatta sull’etichetta o sulla scheda di sicurezza: l’avviso che segnala l’obbligo di formazione deve comparire chiaramente al punto 2.2. Per accertare invece se il prodotto supera la soglia di rischio dello 0,1%, bisogna consultare l’elenco dei componenti (sezione 3) e verificare il riferimento alla restrizione Reach nella sezione 15.1. Se l’uso è inevitabile, scatta l’obbligo di protezioni individuali: maschere con filtri A ed eventualmente P (in base alla valutazione del rischio), occhiali protettivi e guanti chimico-resistenti (nitrile o neoprene), come indicato nella scheda tecnica.

Chi non si mette in regola rischia sanzioni pesanti su due fronti. Da un lato ci sono le multe specifiche per chi viola il regolamento europeo (previste dal decreto 133/2009), dall’altro scattano le penalità del Testo unico sulla sicurezza (decreto 81/08), che punisce sia la mancata formazione sia la gestione scorretta del rischio chimico.

Per supportare le aziende, il riferimento tecnico è il Gruppo ispettori Reach della Asl Lanciano Vasto Chieti (Matteo Quirino), contattabile al numero 0871.358851.

 

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