Di Paolo: “A Castelguidone non c’è nessuna democrazia da ripristinare, c’è sempre stata”

Pubblichiamo di seguito la lettera inviata al Giornale di Chieti da Mario Antonio Di Paolo.

Gent.mo Direttore,

negli ultimi giorni ho letto sulla stampa locale un interessato dibattito, promosso e pilotato per evidenti  interessi elettoralistici da qualche parlamentare che, per farsi pubblicità a buon mercato in vista delle  prossime amministrative di metà Maggio, ha preso lo spunto dalla consultazione comunale del 2022, fallita  per mancata presentazione di candidature nel Comune di Castelguidone, per sostenere che intende  impegnarsi personalmente per il “ripristino della democrazia “. Devo subito far presente che a Castelguidone non c’è nessuna democrazia da ripristinare e che, almeno dal  1945 la democrazia c’è sempre stata. Desidero presentarmi in modo sintetico ma esaustivo. Sono nato a Castelguidone qualche lustro dopo la fine  della guerra da un padre che lavorava nel distretto di Schiavi D’Abruzzo come cantoniere provinciale ed ho  fatto gli studi liceali e l’Università a Chieti, rimanendo quindi ben radicato fino alla laurea nel mio territorio .  Dopo aver iniziato a svolgere l’attività di medico e di ginecologo, per una decina d’anni financo in Germania  per non perdere nemmeno un giorno alla ricerca di un posto, sono tornato a svolgere la professione in Italia  mettendo casa nei pressi di Chieti, e precisamente a Bucchianico, dove ho anche svolto attività  politico/amministrativa, diventandone il Sindaco per 10 anni dal 2004 al 2014.  In effetti, quello che è successo lo scorso anno ha scosso anche la mia coscienza di nativo di questo Borgo,  spingendomi a riflettere e a decidere di impegnare questa mia età più adulta ed avanzata per spendere le  mie capacità intellettuali e professionali e le mie residue energie fisiche per cercare di utilizzarle a favore del  mio paese di origine. Essendo qui nato ed essendovi a lungo vissuto, anzi avendo conservato rapporti stretti sul piano  professionale sia con Castelguidone che con gli altri Comuni del comprensorio, ed amando e prediligendo la  vita quieta, tranquilla e salutare delle nostre colline e montagne e passandovi festività e weekend, posso ben  dire che di questi posti conosco vita, miracoli, problematiche e criticità. Per questo ho deciso di organizzare la presentazione di una lista che sarà costituita da persone tutte  rigorosamente del posto, residenti o con profonde radici con il nostro paese.  La nostra lista non avrà evidenti colorazioni politiche, di destra o di sinistra per intenderci, ma può ben  considerarsi di ispirazione civica, finalizzata a contribuire a trovare soluzioni per evitare il continuo e  massiccio spopolamento delle zone interne e individuare nuove possibilità per renderle più vivibili ed  attrattive.  Perciò il timore paventato da qualche fantasioso politico è del tutto infondato; se, quindi, vogliamo ravvivare  le prossime elezioni comunali con una pluralità di persone, di idee e di proposte, almeno un’altra lista  sarebbe la benvenuta e saremo pronti a confrontarci democraticamente.  Ma dichiariamo fin d’ora la nostra ferma contrarietà a imposizioni calate dall’alto, portate avanti da qualche  potente, nato e cresciuto in altre zone d’Abruzzo, che nulla ha mai avuto a che fare con l’alto Vastese: non  siamo una colonia da conquistare. I Politici possono ben interessarsi anche di tutte le zone e comprensori del  nostro Abruzzo, ma non devono farlo una volta ogni 5 anni e solo in coincidenza di elezioni, politiche o  amministrative che siano, con l’esclusiva finalità di un tornaconto politico di parte.

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