“Esprimo a nome mio e dell’intera comunità politica di FDI della provincia di Chieti, piena solidarietà al presidente del Consiglio Giorgia Meloni, vittima di offese verbali da parte del segretario generale della CGIL Maurizio Landini, che la ha definita cortigiana. Un atto, a mio avviso, da condannare in quanto lesivo della dignità di una donna che è impegnata quotidianamente nella politica e nelle istituzioni. Tale comportamento è la prova di come, nell’anno di grazia 2025, sia ancora diffusa la mentalità maschilista secondo cui quando è una donna a rappresentare certi ruoli, sia permesso di attaccarla sull’aspetto fisico e non sulle competenze. Restano amarezza e profonda tristezza per l’attribuzione di ‘cortigiana’ rivolta al Premier Meloni, segno che abbiamo ancora tanta strada da fare per raggiungere, in politica come nella società, una cultura basata sul rispetto della persona e su una autentica parità di genere. Riteniamo, inoltre, segno di grande irresponsabilità morale ed etica, soprattutto in questo delicato momento storico, usare termini offensivi e imprechi da chi ricopre tale ruolo, senza conoscere il peso da dare alle parole, come i qualunquisti da bar trasferitisi sul web e i mestatori e provocatori che affollano blog, social network, siti internet che con i loro commenti hanno avvelenato l’aria e il clima politico, facendo credere che le battute da osteria trasferite nei post siano politica, gettando benzina sulla rabbia dei cittadini. Tutto fa parte di questo milieu, trionfo del qualunquismo. In questi contesti non può che crescere un clima che arma la mente dei più deboli e dei più disperati. Armano la mano anche di gente che si sente autorizzata a commettere atti violenti, istigata da parole che li convincono di essere legittimati a insultare e colpire. Soprattutto sono stati sdoganati gli insulti, aggressioni fisiche e verbali, come se fossero cose normali”. Lo afferma, la consigliera comunale FdI di Chieti, Carla Di Biase.
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