Ultimo spettacolo in concorso per la settima edizione della Rassegna di Teatro Amatoriale, “Premio Marrucino” 2024, organizzata dalla Deputazione Teatrale del Teatro Marrucino di Chieti in collaborazione con la sezione regionale della F.I.T.A (Federazione Italiana Teatro Amatori) presieduta da Antonio Potere.
Venerdì 26 aprile è andata in scena “Ddu’ rape strascenate”, una commedia in due atti scritta da Antonio Potere, diretta dall’attore e regista Paolo Pieretti ed interpretata dalla compagnia “I temerari” di Chieti.
La trama, come accennato dal programma di sala, ruota attorno alle “vicissitudini di un uomo vessato dalla prima moglie, che fa il possibile per restare vedova. Per casualità, invece, è il protagonista a subire la vedovanza e quindi pensa bene di… convolare a nuove nozze. In questo contesto si intersecano simpatici e comici personaggi che si alternano vicendevolmente. Convolando a nuove nozze, il protagonista, memore delle angherie subite dalla prima moglie, rende vittima la seconda. Il finale di questa commedia lascerà stupiti gli spettatori per la comicità delle trovate proposte.”
Prima di assistere alla rappresentazione ho posto alcune domande al suo regista.
“Dottor Pieretti, come nasce la vostra compagnia teatrale?”
“Dunque, ci siamo formati con l’intenzione di fare qualcosa di temerario. Infatti abbiamo iniziato nel 2019 mettendo in scena Filumena Marturano del maestro partenopeo Eduardo De Filippo. Uno spettacolo molto impegnativo ma che ci ha dato tante soddisfazioni. Purtroppo siamo stati costretti a cessare momentaneamente l’attività a causa dell’abbandono da parte dell’interprete principale. Allora mi sono attivato per ricreare la compagnia e portare a teatro altre commedie. Ecco che dopo varie ricerche sono riuscito a trovare appassionati come me. In un anno e mezzo abbiamo adattato una commedia dialettale di Antonio Potere, quella che vedrai questa sera, ed una pièce classica in italiano intitolata “Due dozzine di rose scarlatte” di Aldo Benedetti che rappresenteremo il primo giugno al teatro Marrucino di Chieti a seguito del successo ottenuto al teatro Cavour di Pescara qualche settimana fa.”
“Perché, per prendere parte al “Premio Marrucino”, avete scelto proprio Ddu’ rape strascenate?”
“Per il semplice fatto che si presta molto al contesto. È una commedia che esprime una particolare società rurale di un tempo in modo simpatico e mai banale. Quest’ultimo aspetto, secondo me, è il più importante quando parliamo di uno spettacolo dialettale dato che il suo scopo è quello di far ridere e divertire.”
“Com’è stato dirigere lo spettacolo?”
“Diciamo che io, in anni di gioventù, ho frequentato una scuola di cinema, il “Vivaio dei piccoli attori”. Qui, ho imparato prima di tutto a recitare. Ma osservando e accumulando esperienza, mi sono cimentato anche nella regia. Ho poi lavorato in teatro ed in televisione dedicandomi perfino al doppiaggio. Sin qua, posso affermare di essere soddisfatto. Il mio approccio registico lo definirei sicuramente tecnico e innamorato.”
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