E’ in discussione in Commissione UE una Proposta di regolamento sull’obbligatorietà dei pagamenti a 30 giorni nel BtG (Business to Government e cioè nei rapporti contrattuali con la Pubblica Amministrazione), ma anche nei rapporti tra i privati BtB (Business to Business), inderogabilmente senza possibilità di negoziazione delle parti.
Federazione Moda Italia ha fornito alla Confcommercio tutte le argomentazioni, con dovizia di particolari e una specifica analisi dell’impatto di tale proposta UE sul settore moda con esempi reali delle conseguenze sul cash flow.
Un documento che è stato portato tra le osservazioni presentate al testo da Confcommercio e fatte proprie da Eurocommerce, l’Associazione europea di rappresentanza delle Associazioni del commercio nel position paper agli Organi della UE, evidenziando come le tempistiche dei pagamenti della filiera della moda italiana di qualità (non “fast fashion”) siano solo una delle molteplici componenti contrattuali che contraddistinguono l’intero rapporto di filiera, insieme ad altre fondamentali e correlate come, ad esempio, la qualità dei prodotti e dei servizi collegati, le tempistiche degli ordinativi e delle consegne, la gestione dei resi.
La proposta rischia, infatti, di avere un impatto devastante sul settore moda e, soprattutto, per i negozi multibrand che acquistano nel programmato, anche in considerazione che l’iter di approvazione del Regolamento UE prevede la scadenza nel mese di aprile 2024.
A riguardo Marisa Tiberio, Presidente di Confcommercio Chieti e vicepresidente nazionale di Federazione Moda Italia, ha espresso tutte le sue perplessità:
“Mentre il dibattito di queste ultime settimane ha posto l’accento sul posticipo dei saldi e sul mantenimento della data unica per evitare disomogeneità tra i territori, soprattutto quelli confinanti, è in discussione in commissione UE una proposta di Regole sull’ obbligatorietà dei pagamenti a 30 giorni sia nei rapporti contrattuali con la P.A. ma anche nei rapporti tra privati. Un’altra mannaia a discapito delle piccole attività che non potrebbero sostenerla in una situazione già molto critica, sia per la contrazione dei consumi e sia per i cambiamenti climatici. Di fatto si svuotano sempre più le tasche dei consumatori e i magazzini sono sempre più pieni di merce invenduta.
Come si fa a pagarla a 30 giorni senza avere la possibilità di un accordo tra le parti?”.
Dunque un regolamento che – una volta approvato – diventa di immediata e omogenea attuazione in tutti gli Stati della UE e nei confronti di tutte le Imprese.
Per questi motivi, Federazione Moda Italia-Confcommercio consiglia alle aziende associate di valutare bene e fin d’ora gli ordinativi delle prossime collezioni.
Le aziende produttive, infatti, non sono molto consapevoli della proposta di regolamento e dei relativi impatti sulle Imprese, ma gli operatori commerciali della moda potrebbero rischiare di essere assoggettati da subito alle tempistiche inderogabili sui pagamenti a 30 giorni, se dovessero essere approvate nel regolamento.
Federazione Moda Italia e Confcommercio sono pronte per contrastare in tutte le sedi istituzionali italiane ed europee gli effetti di questa proposta di regolamento.
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