I punti 4 e 5 dell’Agenda 2030 (Istruzione di qualità e Parità di genere), mirano congiuntamente a società e sviluppo sostenibili, perché di essi giovi l’intera umanità. Questi obiettivi, infatti, non vanno presi singolarmente. Come provano i dati essi si riflettono l’uno nell’altro. Ad esempio, maggiore è il tasso di alfabetizzazione delle ragazze, maggiore è la riduzione di disuguaglianze nelle scuole e di barriere sociali e culturali.
Questa connessione dei due obiettivi favorisce la comunità e l’economia stessa. Donne istruite e capaci tendono ad occupare più ruoli di rilievo e quindi ad aumentare la presenza delle donne in campo decisionale e sociale. Altre conseguenze positive sono l’aumento del PIL, quindi una riduzione della povertà, e un miglioramento dell’innovazione.
La promozione dell’istruzione femminile permette di contenere fenomeni come il matrimonio precoce e le violenze domestiche e pubbliche, dove spesso le ragazze si ritrovano sprovviste di conoscenze di base per potersi difendere. Il non sapere le porta ad interiorizzare qualsiasi brutta cosa venga fatto loro, accettando l’inevitabile perché non conoscono che la realtà che si vivono. Si accetta ciò che si crede sia la normalità, non sapendo che quello che si sta vivendo ha un nome: abuso. In molti paesi le ragazze sono prive anche delle conoscenze minime riguardanti la propria fisicità, lasciate in balia di chi si dichiara loro tutore e quindi nel potere di fare di loro ciò che vuole. Questa orrenda condizione di controllo è esercitata a partire dalla considerazione che il corpo femminile sia ragione di vergogna o di impurità addirittura.
Incentivare i governi a insegnare educazione sessuale almeno nelle scuole dei paesi sviluppati (e se ne ravvisa ancora oggi la necessità) è anche un modo per permettere alle ragazze di conoscersi e di non vergognarsi di come sono, solo perché religioni e credenze secolari dicono che essere donna è disgrazia.
Gli obiettivi 4 e 5 vogliono, quindi, diffondere consapevolezza nelle donne e nel mondo attraverso le più importanti istituzioni, che hanno come obiettivo quello di definire i cittadini del domani. Qualcosa per fortuna si muove: negli ultimi tempi, ovunque, organizzazioni e singoli cominciano a dedicarsi ad una divulgazione scientifica di conoscenze di base sull’anatomia femminile. I mezzi variano dai social alla presenza fisica del personale specializzato, soprattutto in zone ad alto bisogno. Un esempio è Margherita Bencini, ostetrica in Madagascar che insegna educazione sessuale nelle scuole di un villaggio per rendere consapevoli le ragazze del valore del loro corpo. Il tutto condiviso sui social affinché chi ha già conoscenza non viva tralasciando chi conoscenza non ha.
Chiara Bascelli

