“Meraviglia non poco che un comitato di sindaci regolarmente eletto venga accusato di faziosità perché si fa garante del Magnifico Rettore e di sette primari che rappresentano gran parte di quell’Ateneo che anima il policlinico Ss. Annunziata di Chieti, che chiedevano un confronto sulle condizioni gravi dei reparti che affrontano ogni giorno. Non siamo un tribunale, assolutamente, ma nemmeno un organo della dirigenza, siamo un organismo di democrazia che ha semplicemente consentito, democraticamente a queste eccellenze di esprimere il proprio disagio e il proprio malessere per le condizioni della sanità della nostra provincia”, dura la preplica dei sindaci del Comitqto ristretto della Asl di Chieti alle esternazioni del direttore generale sull’ultima seduta dell’organismo.
“Schael avrebbe dovuto dialogare con i primari, non rifiutare il confronto, facendo così una scelta che è stata sì politica – incalzano il presidente Diego Ferrara e i sindaci membri di Vasto, Atessa, Casoli e Ortona Francesco Menna, Giulio Borrelli, Massimo Tiberini e Leo Castiglione – Hanno parlato, testualmente, di carenza cronica di personale, di approvvigionamenti effettuati saltuariamente e in modo costantemente incompleto, di sedute e sale operatorie insufficienti inadeguate, denunciando una mancanza di condivisione di scelte strategiche con il Dg della Asl.
Schael non disponendosi a un pacifico confronto sperava di nascondere la polvere sotto il tappeto, come Comitato una colpa ce l’abbiamo, quella di non aver permesso questa operazione e di non aver consentito che dalle carte risultasse un confronto che nella realtà non c’è stato. Riteniamo che a fare politica non siano i cinque membri di un organismo che dovrebbe essere di supporto al Direttore generale, visto che a dare foco alla polemica è stata proprio una dichiarazione del Direttore alla stampa nell’ambito di un confronto interno sulla seduta con i primari. Lo dimostra anche la pronta discesa in campo di quei sindaci e forze politiche che sono scese subito in campo per difendere il manager nel momento in cui vengono a galla criticità e magagne, ma non hanno mosso un dito per difendere i propri presidi, dove calano le prestazioni in modo sconcertante, in cui non si assicurano i servizi alla comunità e chi deve curarsi è costretto ad andare fuori. Questa è la condizione della sanità nella nostra provincia e non solo nella provincia di Chieti. A Schael abbiamo offerto una seconda opportunità, invitando i primari a tornare in seno al Comitato perché possano avere risposte ufficiali e risposte in sua presenza, non a seduta finita e senza contraddittorio. Se lui non fa politica, agevoli questo dialogo, perché le polemiche non risolvono i tanti e importanti problemi che affliggono la sanità del territorio e che lui avrebbe dovuto affrontare e risolvere, perché questo è ciò che fa un manager e per assicurare ai cittadini il diritto che hanno di curarsi”.
