Una serata molto riuscita quella del 17 maggio! Nemmeno il maltempo è riuscito a scoraggiare le centoventi persone (e più) che si sono recate all’Auditorium del Museo Universitario di Chieti, per ragionare, come ha detto il Presidente Luca Cipollone, sulla lettura-λόγος di “Come d’aria” di Ada d’Adamo. “Noi del G. B. Vico” (insieme con “Gli Amici della Biblioteca De Meis”, “Fidapa BPW, sez. di Chieti”, “Museo della lettera d’amore MLA”, “Libreria De Luca”) ha messo in campo una modalità non usuale per la discussione su libro: prima, la presentazione da parte della prof. Tonita Di Nisio, che ha additato al pubblico l’indubbio valore letterario di questo memoir, il peso umano della coraggiosa testimonianza, la qualità straordinariamente incisiva della scrittura; e a seguire , dopo il commosso ricordo della figura di Ada d’Adamo danzatrice da parte di M. Cristina Esposito, una maratona di interventi qualificati, che hanno preso lo spunto dalle pagine di questo libro-mondo, soprattutto sulla tematica sociale della disabilità che è stata al centro della battaglia politica e privata dell’autrice. Raccolto il testimone del messaggio di Ada, si sono levate voci propositive, che hanno suscitato commozione. La psicologa Alice Manente ha spiegato perché alcune famiglie, messe alla prova dalla nascita di un figlio “imperfetto”, scelgano la strada dell’abbandono e ha indicato come, invece, sostenerle nell’accoglimento. La pediatra Alessandra Magnelli, prendendo le mosse dall’eziologia della malattia di Daria, ha additato con determinazione le pratiche e le terapie preventive possibili alle donne, ancor prima del concepimento, per prevenire questa ed altre infermità nei nascituri. Massimo Pamio, analizzando la lettera a Corrado Augias sull’aborto, ha sottolineato il carattere mistico di certa danza che avvicina a Dio e, in tale chiave, tra le parole di Ada, ha letto un inno alla vita. La prof. Rory Di Gregorio, già docente alla SISS per la formazione dei docenti di sostegno, ha illustrato l’importanza della comunicazione sensoriale in talune patologie ed ha additato nella terapia in acqua per i disabili uno strumento fondamentale per sperimentare posture e motricità differenti rispetto a quelle abituali. Poi due madri eccezionali: la signora Anna Eletta Valignani ha spiegato con fermezza e vigore cosa significhi “prendersi cura” di un figlio con malattia rara, lottando quotidianamente, per potergli garantire il diritto ad una vita in cui gli sia riconosciuta la bellezza della sua esistenza, contro le strutture insufficienti, impreparate, inadeguate, chiuse nei “protocolli” e arroccate in conoscenze obsolete. È stata la volta della seconda madre straordinaria, Anna Gloria Di Leo, presidente dell’Associazione Inclusiamo, che ha testimoniato, con passione anche lei, le difficoltà per l’inserimento e la cura dei bambini “speciali”, ma anche quanta ricchezza doni un figlio disabile e quanto una creatura, anche non verbale, possa comunicare amore, perché “l’amore genera amore”. (Come recita il motto di Inclusiamo). Il dirigente scolastico Ettore D’Orazio, un’autorità a livello nazionale sul tema dell’Inclusione scolastica, ha commentato dolendosene l’esperienza della scuola riportata nel libro: ha ricordato l’eccellenza della normativa italiana ed ha tenuto a precisare che un direttore didattico competente può farne buon uso, ad onta delle strettoie burocratiche. Infine Antonella De Luca ha parlato a proposito della rimozione del dolore e del tabù della morte che affligge la nostra società, dimentica della realtà della condizione umana. Poiché era assente il prof. Carlo Martelli di Lanciano, ha relazionato Tonita Di Nisio sul centro diurno “L’Aquilone” dell’Anffas-onlus di Lanciano, centro semi-residenzialesocio-educativo-occupazionale, rammaricandosi che a Chieti manchino strutture altrettanto accoglienti ed efficienti per disabili adulti e maturi, oltre che per piccoli e minori. L’Assessora alle politiche sociali dott. Mara Maretti, intervenuta a rappresentare l’Amministrazione Comunale, ha raccolto le richieste emerse ed ha illustrato quanto il Comune va facendo in merito. La serata, in onore di Ada d’Adamo, si è chiusa con l’impegno dei relatori e del pubblico di portare avanti nel nostro territorio e nella nostra città, la battaglia per creare le strutture necessarie ad aiutare i disabili come Daria. Perché? Perché ci riguarda.
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