Educare i giovani a muoversi in rete con responsabilità, consapevolezza e rispetto. È questo l’obiettivo del progetto pilota “Cittadini Digitali Consapevoli”, che si è concluso con successo al Liceo Scientifico Filippo Masci di Chieti dopo quattro giornate di formazione, il 9, 10, 11 e 15 dicembre.
L’iniziativa, inserita nei Percorsi formativi scuola-lavoro, ha visto una collaborazione inedita e altamente qualificata tra Maestri del Lavoro, Polizia di Stato e uno psicologo clinico, dando vita a un percorso multidisciplinare pensato per affrontare le sfide dell’era digitale sotto il profilo legale, tecnico ed emotivo.
In un contesto in cui la rete è parte integrante della quotidianità degli adolescenti, il progetto ha puntato non solo a valorizzarne le opportunità, ma soprattutto a rendere gli studenti consapevoli dei rischi connessi all’uso improprio delle tecnologie. Il percorso si è articolato in tre moduli da due ore ciascuno, offrendo una visione completa della cittadinanza digitale.
Il primo modulo, curato dalla Questura di Chieti e dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica “Abruzzo”, ha fornito agli studenti il quadro normativo di riferimento, con particolare attenzione alla Legge 71/2017 sul cyberbullismo. Attraverso esempi concreti, gli operatori hanno chiarito un aspetto spesso ignorato: la responsabilità penale inizia a 14 anni, mentre quella civile può avere conseguenze economiche pesanti anche per le famiglie. Un messaggio forte, che ha aiutato i ragazzi a comprendere come comportamenti online apparentemente banali possano trasformarsi in reati.
Il secondo incontro, affidato ai Maestri del Lavoro, ha affrontato il tema della sicurezza informatica e del cybercrime. Dallo scamming con l’uso dell’intelligenza artificiale per imitare la voce di persone care, al phishing e agli attacchi alle infrastrutture critiche, gli studenti hanno preso coscienza delle conseguenze concrete di una gestione superficiale dei propri dispositivi digitali. Perdita dei dati, blocco degli account, accessi bancari compromessi: scenari che hanno colpito nel segno. Non sono mancati i consigli pratici per difendersi, dalla verifica delle email all’importanza dei backup e degli antivirus aggiornati.
Il terzo modulo ha toccato il piano più delicato: quello emotivo. Guidati da uno psicologo clinico, gli studenti hanno riflettuto sul cyberbullismo attraverso testimonianze video e attività esperienziali. La condivisione delle emozioni, la creazione di una “nuvola di parole” e il lavoro di gruppo hanno favorito un confronto profondo, mettendo in luce non solo il dolore delle vittime, ma anche l’inconsapevolezza di chi agisce da cyberbullo.
I questionari di valutazione hanno restituito un quadro estremamente positivo: 4,47 su 5 il punteggio medio assegnato dagli studenti. A essere maggiormente apprezzati sono stati il confronto diretto con gli esperti, le testimonianze reali e l’approccio interattivo. “È stato veramente interessante ed istruttivo”, scrive uno studente; “le testimonianze ci hanno fatto capire la gravità di certi gesti”, aggiunge un altro. Molti hanno chiesto di proseguire con ulteriori incontri.
Il successo del progetto al Liceo Masci apre ora la strada a una possibile estensione dell’iniziativa in altri istituti. La sinergia tra competenze tecniche, psicologiche e legali si è dimostrata efficace nel formare giovani cittadini digitali consapevoli, capaci di contribuire a un ambiente online più sicuro e inclusivo. Un messaggio chiaro emerge dal percorso: la consapevolezza è il primo passo per trasformare la tecnologia in uno strumento di crescita e non di prevaricazione.
